Le origini dell'attrice e modella Pamela Anderson furono molto umili: crebbe infatti in una piccola cittadina rurale della Columbia Britannica, in Canada. Lì lavorava come istruttrice di fitness, finché un giorno si recò allo stadio per assistere a una partita di football canadese. Durante l'incontro, le telecamere dello stadio la inquadrarono, facendola apparire sui maxischermi dell'impianto. Grazie a quell'episodio, Anderson ricevette diverse proposte per posare come modella per vari marchi, dando così inizio alla sua carriera.
Dopo aver conquistato una certa notorietà in Canada, a Pamela Anderson venne offerta la possibilità di posare per la rivista Playboy. In seguito a questa prima collaborazione, la modella decise di trasferirsi a Los Angeles per proseguire la propria carriera come Playmate. Allo stesso tempo, agli inizi degli anni Novanta, intraprese anche la carriera di attrice, sostenendo numerosi provini per film e serie televisive. Dopo alcune apparizioni nella celebre sitcom Quell'uragano di papà, raggiunse la fama internazionale grazie al ruolo di C.J. Parker in Baywatch, che la consacrò come una delle più grandi icone e dei principali sex symbol femminili del decennio.
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Sulla scia di questo successo, Anderson proseguì la sua carriera cinematografica debuttando sul grande schermo con Barb Wire (David Hogan, 1996), adattamento dell'omonimo fumetto di Chris Warner pubblicato da Dark Horse Comics. Ambientato in un futuro distopico in cui una giunta militare governa gli Stati Uniti, il film vede Anderson nei panni della proprietaria di un locale notturno che lavora anche come cacciatrice di taglie. Tuttavia, la pellicola si rivelò un clamoroso insuccesso sia di critica sia al botteghino, compromettendo la sua carriera cinematografica in ruoli drammatici. Negli anni successivi si dedicò soprattutto a partecipazioni in produzioni come Scary Movie 3 - Una risata vi seppellirà (David Zucker, 2003), in cui ironizzò sulla propria immagine pubblica.

In questa fase della sua carriera, l'attrice si concentrò soprattutto sul lavoro di modella, arrivando a detenere il record di Playmate con il maggior numero di copertine di Playboy nella storia della rivista. Interrogata sul suo rapporto con Playboy e con il suo fondatore ed editore, il celebre Hugh Hefner, Pamela Anderson ha raccontato nel documentario autobiografico Pamela, una storia d'amore (Pamela, A Love Story, Ryan White, 2023) di conservare soltanto ricordi positivi di quell'esperienza: «Mi dà fastidio quando la gente parla male di lui, perché credo che abbia dato più potere alle donne e abbia fatto molto anche per i diritti civili. Playboy è stata la mia università. Lì ho imparato l'attivismo, ho imparato a conoscere l'arte e gli artisti, ed era un ambiente popolato da persone straordinarie e piene di colore. Non era un luogo sordido o lascivo. È stata un'esperienza meravigliosa.»
