Pavia lancia l’allarme: il Ticino è sotto stress. “La qualità delle acque deve essere migliorata”

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Sos degli esperti dell’Università durante una conversazione sul fiume. La presenza di sostanze inquinanti alla base del giudizio negativo: solo il 38% dei fiumi, e il 51% dei laghi raggiunge lo stato ecologico “buono“

l’ecosistema del Ticino è sotto stress, compromesso da inquinanti chimici persistenti

l’ecosistema del Ticino è sotto stress, compromesso da inquinanti chimici persistenti

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Pavia, 14 luglio 2026 – Non sta benissimo il Ticino: l’ecosistema è sotto stress, compromesso da inquinanti chimici persistenti e una gestione territoriale ancora troppo distante dalle sfide imposte dalla crisi climatica. La denuncia pubblica è stata fatta durante un “biotalk“, una conferenza sulla biodiversità e la sicurezza fluviale con esperti dell’Università di Pavia e del progetto europeo Guardias che mira ad aumentare la consapevolezza dei cittadini degli impatti delle specie aliene sulla biodiversità autoctona, della protezione civile e del Comune di Pavia.

L’evento simbolico

L’evento si è svolto domenica in occasione del “Big Jump 2026“ a Pavia, a cui ha partecipato anche Legambiente. Al termine, è andato in scena il flash mob tipico di questa campagna, con un tuffo “simbolico“ nel fiume degli attivisti non solo come atto dimostrativo, ma come una richiesta di cambio di passo.

Secondo l’ultima classificazione disponibile, basata sui dati di monitoraggio del periodo 2014-2019 di Arpa Lombardia, solo il 38% dei fiumi, e il 51% dei laghi raggiunge lo stato ecologico “buono“ richiesto dalla direttiva acque. Il fiume azzurro, secondo gli ultimi dati disponibili di Arpa Lombardia, presenta uno stato ecologico appena sufficiente dovuto, come segnala l’Agenzia per l’ambiente, al rilevamento di glifosato e Ampa (prodotto di degradazione del glifosato) che ne determinano lo scadimento.

Il commento di Legambiente

Mentre lo stato chimico del fiume “non buono“ è determinato dal superamento dei limiti per il Pfos, una delle molecole critiche della famiglia dei Pfas. “Ci troviamo davanti a un cambiamento ambientale che deve essere affrontato con la giusta visione – osserva Lorenzo Baio, responsabile acqua e vicepresidente di Legambiente Lombardia –. Non possiamo permetterci di continuare a ragionare secondo i soliti schemi, e dobbiamo essere invece pronti ad accettare le nuove condizioni ambientali e quella che sarà con molta probabilità la nuova normalità. Con il Big jump vogliamo ricordare a tutti la necessità sia di migliorare la qualità delle nostre acque, sempre più preziose, sia di trovare nuovi modelli di gestione del territorio, in grado di conciliare la variabilità dei fenomeni meteorologici estremi, che provocano siccità e alluvioni, con le aspettative sociali ed economiche delle nostre comunità”.

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