Pavia onora Sant’Agostino con il cardinale Pizzaballa: “L’uomo trova pace solo in Dio”

Nella chiesa di San Pietro in Cielo d’Oro il pontificale col patriarca di Gerusalemme. In mattinata erano arrivati in riva al Ticino 72 pellegrini partiti nella notte a piedi da Milano

Un momento del Pontificale con il cardinale Pizzaballa

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Pavia – ”Auguriamoci che ci possa sempre incontrare nelle occasioni di vita e di pace”. Il cardinale Pierbattista Pizzaballa ieri ha presieduto il Pontificale in onore di Sant’Agostino, ma con il pensiero era a Gaza e in Cisgiordania.

Già lo scorso anno il Patriarca di Gerusalemme avrebbe dovuto partecipare alle funzioni religiose; l’aggravarsi della situazione, però, non gli hanno permesso di lasciare i territori di guerra. “Oggi la situazione è meno drammatica - ha spiegato il cardinale Pizzaballa -. È iniziato il ‘cessate il fuoco’ che purtroppo non è completo e ci sono ancora tante vittime, comunque è un primo passo. Ma il futuro di questo lembo di terra, martoriato dalla guerra, è ancora tutto da scrivere. Non è iniziata la ricostruzione e ci sono prospettive rimaste più sulla carta che reali”. Durante l’omelia il cardinale ha sottolineato che “nessuna vittoria dell’uno sull’altro potrà darci la pace”.

Un momento del Pontificale con il cardinale Pizzaballa

Un momento del Pontificale con il cardinale Pizzaballa

La chiesa pavese ospita da più di 1.300 anni le reliquie del vescovo di Ippona. “In Terra Santa oggi tutti si sentono vittime: israeliani, palestinesi e cristiani. La riconciliazione appare lontana, ma i cristiani non possono ritenerla impossibile - ha aggiunto Pizzaballa -. Agostino ci insegna che l’inquietudine dell’uomo trova pace solo con il Signore. Solo Dio è all’altezza del desiderio dell’uomo. Non deve contare con chi stai, ma cosa ami. Siamo ancora capaci di desiderare una pace che comprenda anche l’altro? Il compito della Chiesa oggi non è conquistare il mondo, ma ascoltare le inquietudini degli uomini e delle donne. Agostino fu pastore in un tempo di crisi, ma non si rifugiò nella nostalgia: predicò, scrisse, si impegnò per l’unità della Chiesa”.

, Jessica Golia, padre Marco Di Benedetto e Tiziana Mora

Jessica Golia, padre Marco Di Benedetto e Tiziana Mora

Al termine della celebrazione, le reliquie di Sant’Agostino, esposte da martedì, sono state riposte nell’Arca di marmo che le custodisce da 1.300 anni. Intanto 72 pellegrini nella notte tra giovedì e venerdì hanno camminato nel buio da Milano a Pavia alla ricerca della luce. “Siamo partiti a mezzanotte dal santuario di Santa Rita a Milano - ha spiegato padre Marco Di Benedetto - e percorrendo tutta l’alzaia del Naviglio siamo arrivati a Pavia pregando”. Al pellegrinaggio hanno partecipato persone provenienti da varie parrocchie. “Non sapevo che l’Arca fosse tanto bella - ha ammesso Tiziana Mora -. Finché non si vede, non ci si rende conto”. Tra i pellegrini c’era chi non aveva mai partecipato a un cammino, chi è devoto e fedele e chi ha appena iniziato un percorso di fede. “Facciamo spesso pellegrinaggi sono un modo per pensare - Jessica Golia - e pregare. Nel buio della notte poi si scava ancora di più dentro se stessi”.

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