Pensionati in Albania: «In Italia dopo 48 anni di contributi non arrivavo a fine mese, qui con 1500 euro vivo da re»

«Dopo 48 anni di contributi la mia pensione non bastava ad avere una vita dignitosa in Italia, così ho fatto le valigie e sono partito per l'Albania. Qui l'assegno Inps non è tassato e il costo della vita è più basso». Carmine Impietro, ex meccanico di Novara, allarga le braccia dalla terrazza di un hotel al centro di Durazzo, a bordo di una piscina vista mare. Alle sue spalle c'è il blu dell'Adriatico e dietro l'orizzonte, a soli 200 km c'è la costa pugliese e il porto di Bari: l'Italia dove è nato e ha vissuto tutta la vita ma che ora ha scelto di guardare da lontano, dall'altro lato del mare.

Il 28% dei pensionati prende meno di 1000 euro al mese

La sua storia è quella di tanti. Secondo i dati INPS sulla distribuzione dei redditi pensionistici, nel 2024 circa 4,6 milioni di pensionati (il 28,1% del totale) in Italia percepivano meno di 1.000 euro lordi al mese. Un dato che si unisce a quello Istat secondo cui nel 2025 il 29,6% degli ultrasessantaquattrenni che vivono soli sono a rischio povertà.

Anche per questo mentre si parla molto di fuga di giovani e laureati dall'Italia a volte si dimentica un'altra fuga silenziosa: quella dei pensionati. Solo nel 2024 circa 37.825 titolari di pensioni italiani si sono trasferiti all'estero.

Un trend in crescita, e  tra le mete c'è anche l'Albania. Lo testimoniano anche i numeri dell'asssociazione "Pensionati in Albania" fondata da Carmine nel 2018: nel 2020 erano 200 iscritti, oggi hanno superato i 2000. «Sempre più persone mi contatto per dirmi "Carmine aiutami a scappare da quest'Italia". E' una frase che mi colpisce, mi fa capire che i pensionati da noi sono in difficoltà». 

Pensione detassata in Albania come funziona 

Carmine si è trasferito in Albania nel 2012 e, dopo una lunga battaglia legale è riuscito ad ottenere l'applicazione della detassazione anche per i pensionati italiani attraverso l'applicazione di un concordato tra Inps e l'Albania. Ora le pensioni italiane arrivano qui senza trattenute: «Ricevo un 30% in più al mese» spiega «Che sommato a un costo della vita più contenuto mi aiutano a vivere dignitosamente».

Per fare un esempio: una pensione di 2500 euro lordi al mese in Italia corrisponde a un netto di circa 1800-1900 euro: ci sono infatti circa 600 euro al mese di trattenute fiscali. Questi 600 euro invece non vengono trattenuti se la residenza fiscale è in Albania: i 2500 euro arrivano direttamente nel conto corrente.

«Con ciò che risparmio di tasse, qui posso permettermi una sanità privata di assoluta eccellenza. Abbiamo una clinica privata che ci fa tanta prevenzione, ciò che in Italia un pensionato non riesce più a fare» spiega Carmine.  

Italia e Albania, come cambia il costo della vita 

Oltre a ricevere una pensione più alta, in Albania c'è anche un costo della vita più basso. «Vivo in un bilocale a 50 metri dal mare e pago 350 euro di affitto. Le spese fisse, luce acqua e internet sono di circa 50 euro. Non c'è paragone con l'Italia: a Terni pagavo oltre 100 euro al mese solo di condominio» dice Luigi Pace, ex impiegato che si è trasferito qui appena è andato in pensione. «Non avrei mai pensato di andare all'estero, ma in Italia la mia pensione non mi permetteva la vita che volevo e così sono partito» conclude.

Il costo della vita è più basso se si escludono i prodotti di importazione o la benzina che ha un costo molto simile all'Italia. «I prodotti locali hanno prezzi ottimi: si trovano ciliegie a 3 euro al kg, olio di oliva anche a 7 euro, di qualità. E poi le fisioterapie costano la metà, 40 euro a seduta invece di 80-90 euro» conclude Enrico d'Amico, ex capitano di nave in pensione «E quando voglio vedere i nipoti, mi bassta prendere un aereo e in un'ora di volo sono a Roma»

L'Albania tra contraddizione e sviluppo 

Se dopo il crollo del comunismo, negli anni 90, l'Albania era uno degli stati più poveri in Europa a partire dal 2019 questo paese balcanico sta vivendo un boom economico trainato dal turismo e dall'edilizia ed è diventato una meta low cost molto popolare per l'estate. Uno sviluppo a cui è seguito l'avvio della costruzione di nuove infrastrutture tra cui l'aeroporto di Valona e la nuova ferrovia Durazzo-Tirana. L'ingresso in Unione Europea però è ancora lontano e tante sono le criticità per chi ci vive: da un mercato del lavoro poco attivo e attrattivo (con salari molto bassi e tanti giovani che scappano all'estero) e l'assenza di severe normative ambientali (con problemi di inquinamento e gestione dei rifiuti, anche nelle città dove ad esempio non esiste la raccolta differenziata). Un paese insomma che corre lo sviluppo ma ancora carico di contraddizioni. 

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