Perché ​i rendimenti dei Btp continuano a salire: la corsa rialzista dell’obbligazionario e il fattore Italia

Roma, 29 settembre 2026 – I titoli di Stato italiani tornano a remunerare gli investitori a livelli che non si vedevano da tre anni. Nell’asta odierna, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha collocato i Btp a 5 e 10 anni registrando un deciso rialzo dei rendimenti pretesi dal mercato per acquistare il debito sovrano nazionale. Il Btp a 5 anni è stato assegnato al 4,08%, registrando un balzo di 63 punti base rispetto al precedente collocamento, mentre il Btp decennale ha toccato il 4,58%, salendo di 49 punti base. Per ritrovare rendimenti lordi così elevati occorre risalire all’ottobre del 2023.

La spinta globale sul mercato obbligazionario

La dinamica osservata a Roma non rappresenta un fenomeno isolato, ma si inserisce all’interno di una spinta rialzista che sta interessando i mercati obbligazionari di tutto il pianeta. Nelle ultime settimane, infatti, i prezzi dei titoli di Stato – che si muovono sempre in direzione opposta rispetto ai rendimenti – hanno subito una marcata pressione ribassista a livello globale. Ma quali sono i fattori alla base di questa fiammata dei tassi?

Monitor accesi in Borsa (Ansa)

Monitor accesi in Borsa (Ansa)

Banche Centrali e inflazione residua

In primo luogo pesano le riorganizzazioni delle aspettative sulla politica monetaria. Sebbene le principali Banche Centrali abbiano avviato una fase di allentamento monetario, l'inflazione globale continua a mostrare sacche di resistenza in diversi settori chiave. Questo fenomeno frena l'ipotesi di un percorso di tagli dei tassi aggressivo e rapido. Gli operatori di mercato stanno quindi ricalibrando le proprie strategie: la prospettiva è che l'epoca dei tassi azzerati sia definitivamente conclusa e che i tassi di riferimento rimarranno su livelli strutturalmente più sostenuti per un periodo più lungo del previsto.

Una montagna di debito pubblico da assorbire

A ciò si aggiunge una forte pressione sul lato dell'offerta. I governi europei e statunitensi stanno immettendo sui mercati volumi eccezionali di nuove obbligazioni per finanziare i deficit di bilancio, le misure di sostegno economico e i massicci piani di transizione ecologica e digitale. Secondo le elementari leggi della domanda e dell'offerta, di fronte a un'abbondanza di titoli emessi, gli investitori pretendono rendimenti via via più generosi per accettare di assorbire l'enorme mole di debito in arrivo.

Rendimenti in rialzo per l'asta dei Btp

Rendimenti in rialzo per l'asta dei Btp

Il fattore Italia e l'impatto sui conti pubblici

Infine, per quanto riguarda nello specifico l'Italia, gioca un ruolo determinante la cautela con cui i mercati guardano alla programmazione macroeconomica della Penisola. Con l'apertura della sessione di bilancio e la definizione della prossima Manovra finanziaria, i riflettori degli analisti tornano a puntarsi sulla tenuta delle finanze pubbliche e sulla credibilità del percorso di rientro del debito. Se per i piccoli risparmiatori la salita dei tassi rappresenta un'opportunità allettante di rendimento sui nuovi investimenti, per le casse dello Stato l'effetto è di segno opposto: un costo del debito più elevato incrementa la spesa per interessi, riducendo lo spazio di manovra della politica economica.

Gli attuali rating dell'Italia per le principali agenzie

Fra i parametri che incidono sull'andamento di un Btp vi è il rating sovrano, una sorta di bussola dell'affidabilità finanziaria dello Stato: più il giudizio è alto, minore è il rischio di default percepito dai mercati. Esiste un legame inversamente proporzionale tra le due variabili: un rating solido mantiene bassi i rendimenti dei Btp poiché gli investitori richiedono un premio per il rischio contenuto per prestare denaro al Tesoro. Al contrario, timori sulla stabilità fiscale allargano lo spread e costringono lo Stato ad alzare le cedole per attrarre capitali. Attualmente, l'Italia difende la categoria investment grade grazie ai giudizi delle principali agenzie: S&P (BBB+, outlook positivo), Fitch (BBB+, stabile), Moody's (Baa2, stabile) e Morningstar DBRS (A low, stabile). Questa rete di protezione evita declassamenti speculativi, ma non isola i Btp dall'attuale rialzo globale dei tassi d'interesse.