Le reali svedesi in bianco e nero all'apertura del Parlamento: i loro look all'insegna di un'antica tradizione. Che sanno reinventare in chiave fashion

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Fu la regina Silvia negli anni '80 a dare forma al dress code previsto per la cerimonia di inizio dei lavori del Riksdag. Se la sovrana e sua figlia Victoria hanno optato per outfit molto simili con giacca bianca e gonna nera, la principessa Sofia e la principessa Madeleine hanno giocato con il contrasto black&white

29 settembre 2026

I look in bianco e nero delle reali svedesi all'apertura del Parlamento

Michael Campanella/Getty Images

Una volta all'anno le reali svedesi si presentano in bianco e nero. Non si tratta di un film o di qualche trovata che proietta la regina Silvia e le principesse di casa Bernadotte in una dimensione del passato ma della consuetudine di vestirsi con abiti di questi soli due colori per la cerimonia di inizio dei lavori del Riksdag, il Parlamento con sede a Stoccolma. La sovrana e sua figlia, la principessa Victoria, per l'avvio della sessione 2026 hanno adottato due look molto simili, divisi equamente a metà tra il bianco della giacca e il nero della gonna mentre la principessa Sofia e la principessa Madeleine hanno giocato con il contrasto black&white.

Da sinistra il principe Daniel la principessa Victoria il presidente del Riksdag Andreas Norln la regina Silvia e re...

Da sinistra il principe Daniel, la principessa Victoria, il presidente del Riksdag Andreas Norlén, la regina Silvia e re Carlo Gustavo.

Michael Campanella/Getty Images

Perché il dress code per uno degli appuntamenti più importanti nell'agenda delle reali svedesi prevede proprio questo abbinamento cromatico? Si potrebbe parlare di reinvenzione della tradizione, un'operazione voluta dalla regina Silvia negli anni ‘80 per creare un ponte tra il vecchio e il nuovo imprimendo un sigillo identitario al regno di suo marito. Per capire meglio le origini dell’abbinamento, bisogna riavvolgere il nastro arrivando al 1778.

Re Gustavo III introdusse una sorta di uniforme per le donne ispirata a un costume nazionale svedese chiamato hovdräkt, un termine che può tradursi in parole con «abito di corte». Da un punto di vista visivo invece occorre immaginare un vestito da cerimonia nero con maniche a sbuffo caratterizzate da un reticolo, uno strascico e qualche dettaglio in pizzo.

Due dame indossano l'«abito di corte». Fonte Wikimedia Commons.

Due dame indossano l'«abito di corte». Fonte Wikimedia Commons.

Anche se il capo non era particolarmente sfarzoso o elaborato, chi lo indossava veniva immediatamente riconosciuto come appartenente a un rango superiore nonostante fosse stato pensato per rendere democraticamente tutte uguali. Con questa specie di divisa il sovrano voleva mettere un freno alle lusinghe della moda, specialmente quella straniera, e limitare l'uso di tessuti ritenuti troppo costosi a favore di una produzione tessile locale. L'usanza si mantenne anche sotto il regno del figlio, re Gustavo IV Adolfo, per essere abbandonata poco dopo. All'«abito di corte» rimase un significato prettamente cerimoniale sopravvissuto per gli appuntamenti ufficiali al cospetto di Sua Maestà fino al 1950.

Tuttavia per quanto riguarda l'apertura dei lavori del Riksdag, l'«abito di corte» resistette fino al 1974. Fino a quell'anno l'inaugurazione avveniva nella Sala del Trono del Palazzo Reale con una cerimonia ancora molto sfarzosa dove le reali sfoggiavano l'abito d'ordinanza di velluto nero con maniche a sbuffo di seta bianca a cui aggiungevano mantelli di ermellino e tiare.

Apertura del Parlamento del 1956 da sinistra la principessa Sibylla la principessa Margaretha e la principessa Birgitta....

Apertura del Parlamento del 1956: da sinistra la principessa Sibylla, la principessa Margaretha e la principessa Birgitta. Fonte Wikimedia Commons.

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Con la riforma costituzionale entrata in vigore il 1° gennaio 1975 il re, spogliato dei poteri politici, rimaneva sostanzialmente una figura di rappresentanza e i lavori si trasferirono stabilmente al palazzo del Riksdag. In quel preciso momento di rottura, anche l'abbigliamento cambiò tanto che nel settembre del 1976 la regina Silvia, convolata a nozze con re Carlo Gustavo solo un paio di mesi prima, si presentò vestita di rosso.

Il principe Carl Philip sua moglie Sofia Chris O'Neill e la principessa Madeleine.

Il principe Carl Philip, sua moglie Sofia, Chris O'Neill e la principessa Madeleine.

Michael Campanella/Getty Images

Fu proprio la sovrana con un grande intuito per la moda ad archiviare il polveroso e antiquato «abito di corte» per creare una tradizione nuova di zecca che però ne riprendesse i colori con capi di abbigliamento contemporanei e adatti alla vita di tutti i giorni.

«In Svezia tutto il potere pubblico proviene dal popolo e il Riksdag è il principale rappresentante del popolo» si legge sulla costituzione svedese. Un look meno pomposo, un vestito, una giacca o una gonna alla portata di tutte diventa un segno di umiltà per la famiglia reale che esce da palazzo e, con l'eleganza del bianco e nero, va da chi detiene davvero il potere.

Ecco quindi illustrato il percorso che ci ha portato fin qui, nell'anno in cui Silvia di Svezia e re Carlo Gustavo hanno festeggiato le nozze d'oro. La sovrana che con il matrimonio diventò regina, per l'apertura del Parlamento mezzo secolo dopo il suo debutto, ha indossato un giacchino corto bianco in tweed illuminato da una pioggia di bottoni gioiello in stile Jacqueline Kennedy come il cappello a tamburello. Si intravedeva inoltre una blusa con il collo a foulard infilata in una gonna midi molto semplice. Viste le decorazioni vistose della giacca, per lei un paio di orecchini in perle e diamanti e nessun altro monile prezioso.

La regina Silvia e re Carlo Gustavo.

La regina Silvia e re Carlo Gustavo.

Michael Campanella/Getty Images

Come dicevamo, Silvia di Svezia e sua figlia Victoria hanno prediletto la stessa formula con la parte superiore bianca e quella inferiore nera. La giacca bouclé firmata Roland Mouret sfoggiata dalla principessa ereditaria da catalogo ha in dotazione una spilla floreale di strass che la reale ha sostituito con un cimelio di famiglia con perle e diamanti. Il modello originale inoltre presenta una cintura in tessuto alla quale la reale ha preferito una cintura nera. La gonna plissettata lunga alle caviglie invece era movimentata da un motivo a spina di pesce che restituiva luce a ogni passo. Infine, una fascia per capelli bombata con fiocco sul retro ha completato il look.

Victoria di Svezia e il principe Daniel.

Victoria di Svezia e il principe Daniel.

Michael Campanella/Getty Images

All'apertura del Parlamento ha partecipato anche Sofia di Svezia rientrata a regime dopo il periodo di congedo di maternità. Nella mise della principessa il nero era preponderante mentre il bianco si configurava come una pennellata a contrasto sui revers della giacca Self-Portrait, anch'essa con i bottoni gioiello. L'outfit aveva un sapore d'altri tempi grazie al design del capo stretto in vita e la gonna aderente sui fianchi e svasata sul fondo.

Il principe Carl Philip e Sofia di Svezia.

Il principe Carl Philip e Sofia di Svezia.

Michael Campanella/Getty Images

Impeccabile, come sempre, Madeleine di Svezia. La terzogenita di re Carlo Gustavo e della regina Silvia ha lasciato il segno entrando in Parlamento con un look sul nero composto da una blusa con elementi bianchi a contrasto con una bella scollatura posteriore e un fiocco bianco che purtroppo nessuna immagine ci mostra chiaramente.

Christopher O'Neill e la principessa Madeleine di Svezia.

Christopher O'Neill e la principessa Madeleine di Svezia.

Michael Campanella/Getty Images

Il brand scelto per l'occasione è Arakii, una casa di moda fondata a Stoccolma che progetta «abiti che catturino l'attenzione attraverso un design ricercato». Missione compiuta in questo caso anche se il pezzo forte è quasi nascosto ai nostri occhi.

La principessa Sofia di Svezia il marito Carl Philip e la principessa Madeleine.

La principessa Sofia di Svezia, il marito Carl Philip e la principessa Madeleine.

JONATHAN NACKSTRAND/Getty Images

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