A sei mesi dalla sua nomina, Mojtaba Khamenei continua a essere una figura estremamente difficile da osservare direttamente. Il figlio di Ali Khamenei è diventato il terzo Leader Supremo della Repubblica islamica dopo la morte del padre, ma da allora non ha rilasciato interviste né effettuato apparizioni pubbliche. La sua leadership si è sviluppata soprattutto attraverso comunicati e dichiarazioni scritte, rendendo molto criptica la sua figura. Pare, a detta della sua famiglia, che abbia dei tratti di discontinuità molto marcati rispetto a sua padre e al suo modo di interpretare il potere.
Un leader molto diverso?
A riempire il vuoto informativo su Mojtaba Khamenei sono arrivate le dichiarazioni di alcuni familiari della moglie, Zahra Haddad-Adel, morta insieme al padre di Mojtaba nel raid del 28 febbraio. Il cognato Farideddin Haddad Adel, nello specifico, ha descritto il nuovo Ayatollah come una persona interessata alla tecnologia, alle startup, alla psicologia e alle scienze cognitive. Un ritratto che cerca di mostrare un lato meno conosciuto del leader iraniano. Le informazioni, tuttavia, provengono dalla famiglia e non sono state verificate indipendentemente.
L'amore per Christopher Nolan
Tra le curiosità più sorprendenti c'è la passione che il nuovo leader iraniano avrebbe per il cinema. Secondo il cognato, Mojtaba conoscerebbe il lavoro del regista britannico Christopher Nolan e guarderebbe numerosi film.
Anche l'apprendimento delle lingue viene inserito dalla famiglia nel ritratto del nuovo leader. La suocera ha raccontato che Mojtaba avrebbe ottenuto una certificazione TOEFL prima di chiedere in sposa Zahra e che avrebbe dedicato particolare attenzione allo studio delle lingue straniere. Sono dettagli che contribuiscono a costruire l'immagine di un religioso con interessi rivolti anche alla cultura internazionale.
Un leader invisibile con un passato nel potere
Dietro questo profilo apparentemente insolito c'è però una lunga esperienza all'interno delle strutture della Repubblica islamica. Mojtaba ha trascorso circa 25 anni tra attività religiose, sicurezza e politica, costruendo rapporti con ambienti militari e con i vertici dell'apparato statale. Prima di arrivare alla guida del Paese era già considerato una figura influente all'interno della rete di potere legata al padre.
La scelta di restare lontano dalle telecamere rende il nuovo leader iraniano un personaggio insolito, anche per gli standard della Repubblica islamica. Secondo funzionari iraniani, l'assenza pubblica è legata alla sicurezza dopo l'uccisione di Ali Khamenei. Al tempo stesso, la sua invisibilità ha alimentato interrogativi sulla sua autorità e sul reale equilibrio tra il nuovo ayatollah e gli apparati militari del Paese.
Gli imperdibili per l'uomo
Nato a Latina nel 1991, è laureato in Economia e Marketing e ha un Master in Radio, Tv e Web Content. Ha collaborato con diverse redazioni giornalistiche e radio tra Milano e Roma occupandosi di politica, economia e attualità.

