
La donna ha trovato riparo presso i poliziotti

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Treviglio (Bergamo)- Ha approfittato di un momento di distrazione per sfuggire all’ennesimo agguato, scappando dall’hotel dove aveva da poco trovato un nuovo lavoro. Ha iniziato a correre con un solo obiettivo: raggiungere la Questura di Rimini, l’unico luogo dove sapeva di poter essere finalmente al sicuro.
Dietro di lei, l’ennesimo inseguimento dell’uomo che aveva trasformato la sua vita in un incubo: l’ex fidanzato, che non ha esitato a rincorrerla fin davanti al posto di guardia degli agenti. Per un 41enne originario di Treviglio, Bassa Bergamasca, sono scattate le manette in flagranza di reato con l’accusa di stalking.
La drammatica corsa verso gli uffici della Polizia è stata soltanto l’ultimo capitolo di una vicenda che andava avanti ormai da diversi mesi. La vittima si è presentata in Questura giovedì mattina in uno stato di profondo choc e forte ansia. Alle sue spalle si è presentato quasi contemporaneamente l’ex compagno. L’uomo, incurante della presenza degli agenti ha continuato a inveire e a mantenere un atteggiamento aggressivo verso la donna anche sotto gli occhi vigili del corpo di guardia, rendendo inevitabile l’immediato intervento dei poliziotti della Squadra mobile.
Messa al sicuro dagli agenti, la donna ha formalizzato la denuncia mettendo a verbale l’inferno vissuto a partire dall’aprile scorso, data d’inizio della relazione. Un lungo racconto costellato da scenate di gelosia immotivata sfociate in aggressioni pubbliche, insulti e continue minacce di morte. “Adesso vengo lì e ti ammazzo, ti stacco la testa”, una delle tante frasi choc recapitate quotidianamente sul telefono della vittima a ritmi incessanti.
Oltre alla violenza verbale, la ricostruzione ha fatto emergere continui episodi di violenza fisica. In più occasioni la donna sarebbe stata colpita con calci e pugni, presa per i capelli e trascinata a terra. Nonostante i frequenti interventi delle forze dell’ordine e una prima querela avanzata dalla donna — e successivamente ritirata nella speranza che la situazione cambiasse — la pressione psicologica l’aveva costretta a un cambio di vita: si era dimessa dal negozio in cui lavorava, aveva cambiato numero di telefono e persino abitazione. Tutto inutile: neanche il nuovo impiego nell’albergo riminese è servito a far desistere il persecutore. L’uomo si è presentato all’esterno della struttura ricettiva, iniziando a creare scompiglio.
Il 41enne bergamasco, difeso dall’avvocato Stefania Lisi, si trova ora a disposizione dell’autorità giudiziaria e comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari per l’udienza di convalida dell’arresto.
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