Report, ribaltone della Rai: entrano Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, tre alternative per Sigfrido Ranucci

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Arriva un tandem di conduttori, la rivolta degli inviati storici: “Decisione irricevibile”. Il giornalista: “Resisto al fango”. Ma ora dovrà scegliere fra Tg3, Rainews o un ufficio di corrispondenza dall’estero. Milena Gabanelli: “Lunga vita a Report”

Sigfrido Ranucci, Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi

Sigfrido Ranucci, Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi

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Roma – Un finale scontato. Sigfrido Ranucci non sarà più alla guida di Report. Meno scontati, invece, i nomi scelti per il passaggio di testimone: Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi. La decisione è stata comunicata ieri dalla Rai con una nota e subito bocciata dalla redazione di Report. Gli inviati storici definiscono “irricevibile” la proposta e minacciano di lasciare il programma. La redazione insorge contro un metodo che considera l’ennesimo pretesto “politico” per indebolire la conduzione. Non si fa attendere la replica dell’ormai ex conduttore: “Non condurrò Report ma condurrò la battaglia più importante della mia vita per la libertà di stampa”. Mentre Milena Gabanelli, che lanciò la trasmissione nel 1997 e la condusse fino al 2016, affida ai social un secco: “Lunga vita a Report”.

Milena Gabanelli

Milena Gabanelli

Ranucci non arretra. Parla sui social prima di salire sul palco a Favignana, dove va in scena il suo tour teatrale. Promette che il suo non è un “addio” e lancia un atto di sfida contro “persone mostruose e vigliacche che non tollerano il giornalismo libero e i magistrati indipendenti”. I due colleghi che lo sostituiranno vengono liquidati come “persone scelte che mortificano professionalità che hanno fatto la storia” del programma. “Il gioco è fatto”, chiosa Ranucci. L’azienda gli avrebbe sottoposto tre opzioni per la ricollocazione: un incarico a RaiNews, al Tg3 oppure in un ufficio di corrispondenza.

Per gli storici inviati di Report la decisione è “inaccettabile” per il metodo e nel merito. La redazione era in attesa di un confronto con il direttore di Rai Approfondimento, Paolo Corsini, fissato per il 2 settembre. Intanto Giulio Valesini e Bernardo Iovene rifiutano i ruoli di capi autore proposti dall’azienda.

Sigfrido Ranucci

Sigfrido Ranucci

La chiosa del comunicato di Viale Mazzini richiama i principi sui quali, secondo la Rai, deve fondarsi il giornalismo d’inchiesta: “credibilità e autorevolezza”. Ma Usigrai chiede all’azienda di chiarire le ragioni della sostituzione di Ranucci e sollecita una scelta condivisa, anche per tutelare “la professionalità e la serenità” dei due colleghi indicati per la conduzione. Al contrario l’altro sindacato Unirai plaude alla scelta dei due nuovi conduttori e al fatto che “si chiude la porta a personaggi inquietanti che hanno avuto ingresso in redazione”. Incalza il legale di Ranucci, Roberto De Vita, che definisce la decisione della Rai “una condanna per la vittima di un attentato”.

Report, ribaltone della Rai: entrano Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi, tre alternative per Sigfrido Ranucci

Lo scossone fa scendere in campo anche la segretaria dem Elly Schlein, intervenuta alla Festa dell’Unità nel Mantovano: “Era già scritto che Ranucci non venisse confermato. La destra ha ottenuto il suo obiettivo dopo anni di attacchi a Report e al suo conduttore”. E aggiunge: “L’obiettivo era far saltare Report”. La presidente della commissione di Vigilanza, la 5 Stelle Barbara Floridia, parla di “editto Meloni” e “servilismo”. Il leader di Avs Angelo Bonelli definisce la scelta una “vendetta della destra” contro Ranucci e il programma. Di “vendetta” parla anche il senatore dem Walter Verini.

Lo scontro politico è acceso. La maggioranza fa quadrato attorno alla decisione dei vertici Rai. Per il meloniano Federico Mollicone si tratta di una “scelta di lungimiranza”, con l’augurio di “buon lavoro ai nuovi conduttori”. “Giusto così. Ora si faccia chiarezza”, scrive il vicepremier Matteo Salvini. Mentre il senatore azzurro Maurizio Gasparri sostiene che Ranucci sarebbe stato abbandonato “anche dai suoi redattori”. A difendere la scelta della Rai interviene anche il vicepremier azzurro Antonio Tajani. “La Rai è autonoma e decide come meglio crede”, osserva. “C’erano dei problemi evidentemente, la Rai ha fatto la sua scelta con due professionisti. Libera scelta della Rai, non c’è da fare nessun vittimismo”, conclude.

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