Pestaggio antisemita in strada: indagato Sacky, rapper di San Siro. Ai domiciliari un pugile dilettante

  1. Home
  2. Milano
  3. Cronaca
  4. Pestaggio antisemita in strada: indagato Sacky, rapper di San Siro. Ai domiciliari un pugile dilettante

A marzo presi di mira due studenti ebrei che indossavano la kippah e le frange rituali. “Urlavano “Fuc... Israel“”. Rotto il naso a un 19enne. L’artista di nuovo nei guai: avrebbe indicato al branco i ragazzi poi accerchiati

Sami Abou El Hassan nome d’arte Sacky, rapper classe 2002 cresciuto a San Siro da madre marocchina e padre egiziano

Sami Abou El Hassan nome d’arte Sacky, rapper classe 2002 cresciuto a San Siro da madre marocchina e padre egiziano

Google

Ricevi le notizie de Il Giorno su Google

Seguici

Milano – “Urlavano “Fuc... Israel“ con inequivocabili gesti di sfida e minaccia”. Poi una raffica di pugni. “In pochi secondi, uno dei ragazzi del gruppo ha colpito più volte il viso del mio amico con dei cazzotti”. Così una delle due vittime ha descritto l’aggressione antisemita dello scorso 1° marzo in piazzale Siena, fuori dal supermercato Carrefour. Poi il branco “di almeno 10 persone” si era volatilizzato. Ma le indagini dei carabinieri del nucleo informativo guidati dal colonnello Emanuele Leuzzi e coordinati dal pm Francesco Cajani hanno portato a individuare i presunti autori. Ai domiciliari è finito Hamza Abdurahman, di 23 anni. Pugile amatoriale e amico fraterno del rapper Sacky, indagato.

Le accuse

Quella sera sarebbe stato lui, il rapper ventiquattrenne di San Siro, a indicare i due studenti sollevando il braccio destro mentre uscivano dal supermercato. Poi avrebbe toccato il ferito con la mano sinistra, prima di scappare. Le accuse sono di lesioni personali aggravate dal fatto di aver commesso il fatto per futili motivi, in più persone riunite e per finalità di discriminazione e odio religioso. Un terzo ragazzo del gruppo, di 26 anni, è indagato per omissione di soccorso perché si è allontanato con il motorino mentre il 19enne era a terra.

L’aggressione

Quella sera erano stati presi di mira due studenti argentini, a Milano per frequentare una scuola di perfezionamento religioso, che indossavano la kippah, il copricapo tipico della religione ebraica, e che avevano gli “tzitzit“, frange rituali. Il ragazzo preso a pugni, di 19 anni, è finito al pronto soccorso con il naso fratturato (prognosi di 15 giorni). A colpirlo, secondo gli inquirenti, è stato Abdurahman, pugile dilettante. Sul suo telefono sequestrato durante la perquisizione mirata i militari hanno trovato una foto con il sangue immortalato in piazzale Siena. Il gip Sara Cipolla ha disposto gli arresti domiciliari considerando che l’azione, “in spregio di chi manifestava attraverso il copricapo indossato l’appartenenza alla religione ebraica, palesa una pericolosa inclinazione all’agire violento sia verbale e sia fisico”.

Il rapper 

E l’indagine mette nei guai (ancora) il rapper Sacky, che sul curriculum ha una sfilza di precedenti. Lo scorso anno era stato indagato per lesioni. Ma la prima denuncia, per furto aggravato, risale al 2018. Poi l’arresto nel 2019 per rapine commesse in zona Sempione (figura tra i coinvolti nell’operazione “Paranza” dei carabinieri). Rapine per cui è stato condannato e poi affidato alla comunità Kayros. Ancora: denunciato sempre nel 2019 per lesioni e nuovamente per lo stesso reato nel 2020 con Amine Ezzaraoui, il rapper Neima Ezza. Ancora, indagato per vilipendio delle istituzioni, istigazione a delinquere e porto abusivo di armi nel 2020 (in relazione a un video pubblicato con Baby Gang). Risulta anche una sanzione amministrativa per guida senza patente, a Rimini, ad agosto 2020. Poi, nel 2021, partecipò alla guerriglia contro la polizia nel quartiere San Siro. Pochi giorni dopo incontrò il sindaco Sala insieme all’amico Rondo Da Sosa, per discutere di un progetto dedicato ai giovani delle periferie. Un giorno che sembra lontanissimo.

© Riproduzione riservata