In provincia di Rimini gli apparecchi fissi hanno passato l’esame dopo il taglio deciso dal governo. Ma l’omologazione dei rilevatori rischia di non fermare la pioggia di ricorsi contro le multe

Autovelox: la mappa di quelli che restano attivi

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Rimini, 15 luglio 2026 – Per chi guida sulle strade della provincia di Rimini, al momento, cambia ben poco. I principali autovelox fissi presenti sul territorio continuano a funzionare regolarmente, perché rientrano tra quelli considerati conformi dal decreto del ministero dei Trasporti. Il provvedimento non riguarda tutti gli apparecchi, ma solo quelli che non rientrano nell’elenco dei modelli già considerati omologati. Gli altri, oltre 3.100 in tutta Italia, restano operativi e possono continuare a rilevare gli eccessi di velocità. Nel Riminese, quindi, gli automobilisti continueranno a fare i conti con gli stessi dispositivi di sempre.
Autovelox: ecco quelli che restano attivi
A Rimini restano attivi gli autovelox di via Tolemaide, via Euterpe, viale Settembrini e via Melucci, installati su strade dove il limite di velocità varia tra 50 e 90 chilometri orari. A Riccione rimane operativo il dispositivo fisso lungo la Statale 16, all’altezza della curva del Fattore, oltre al dispositivo mobile in viale Veneto. Non cambiano nemmeno i controlli a Misano, lungo la Statale 16, a Cattolica, sempre sulla Statale 16, a Coriano sulla Superstrada di San Marino (Ss72) e a San Giovanni in Marignano sulla provinciale 17. Nell’elenco dei dispositivi che possono continuare a essere utilizzati compare anche Bellaria Igea Marina, dove sono presenti due autovelox fissi sulla Statale 16, uno per ciascun senso di marcia, così da controllare entrambe le direzioni di percorrenza.
Cosa cambia
Ma cosa cambia davvero? Tutto nasce dalla differenza tra approvazione e omologazione, due termini che per anni sono stati trattati come se fossero la stessa cosa. Negli ultimi anni, però, diverse sentenze della Corte di Cassazione hanno chiarito che un autovelox, per essere pienamente valido, deve essere omologato, cioè deve aver superato specifiche verifiche tecniche previste dalla normativa.
La battaglia nelle aule di tribunale
La sola approvazione non basta più. Il decreto prova a mettere ordine proprio su questo fronte. Da una parte considera automaticamente omologati alcuni modelli già in uso, dall’altra stabilisce finalmente una procedura precisa per tutti gli altri. I dispositivi esclusi dovranno presentare domanda al ministero, che avrà 60 giorni di tempo per decidere se concedere l’omologazione e autorizzarne nuovamente l’utilizzo. Questo, però, potrebbe non chiudere definitivamente la questione. La battaglia nelle aule di tribunale potrebbe andare avanti ancora, perché secondo diversi esperti di diritto il decreto ministeriale potrebbe non essere sufficiente a superare l’orientamento della Cassazione, che continua a fare riferimento direttamente al codice della strada. Tradotto: i ricorsi contro le multe potrebbero continuare anche nei prossimi mesi, nonostante l’intervento del governo.
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