Polonia, quattro nuove brigate per proteggere il confine con la Russia e Bielorussia: così si rinforza il fianco est della Nato

In Polonia il ministro della Difesa Władysław Kosiniak-Kamysz ha annunciato la nascita della Componente di Protezione delle Frontiere, una nuova struttura militare pensata per rafforzare la sorveglianza dei confini orientali e nord-orientali del Paese. Lo riporta Defence24. Il nome scelto richiama volutamente il Corpo di Protezione delle Frontiere della Seconda Repubblica Polacca, attivo tra il 1924 e il 1939, ma la nuova unità guarderà a minacce ben più contemporanee: operazioni ibride, pressione migratoria e attacchi condotti tramite droni.

La Componente confluirà nelle Forze di Difesa Territoriale e diventerà uno dei pilastri dello "Scudo dell'Est", il programma varato nel maggio 2024 per blindare la frontiera con Bielorussia e Russia attraverso nuove infrastrutture difensive, sistemi di sorveglianza avanzati e una maggiore capacità di risposta alle crisi.

Le quattro brigate

Nel concreto, la nuova formazione sarà articolata in quattro brigate, ciascuna responsabile di un tratto strategico del confine orientale. I compiti assegnati spaziano dal supporto alla protezione delle frontiere statali alle attività di ricognizione, fino alla tutela delle infrastrutture sensibili e alla capacità di intervento rapido in caso di minaccia. Le truppe opereranno in stretto coordinamento con la Guardia di Frontiera e le altre agenzie nazionali di sicurezza.

Varsavia presenta l'iniziativa come un ulteriore tassello nel rafforzamento del fianco orientale della Nato, complementare alle altre misure già previste dallo Scudo dell'Est. Kosiniak-Kamysz ha annunciato che nelle prossime settimane verranno resi noti i dettagli organizzativi e i nomi dei comandanti della nuova unità, destinata - secondo il ministro - a diventare uno degli elementi portanti della strategia di difesa polacca nel lungo periodo.

Il contesto resta teso: lo scorso settembre la Polonia aveva schierato 40mila soldati lungo il confine con Bielorussia e Russia in vista delle esercitazioni congiunte russo-bielorusse Zapad-2025, durante le quali — ha denunciato il ministro degli Esteri Radosław Sikorski — sarebbero stati simulati "scenari molto aggressivi".

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