Violenza sessuale nel parco pubblico: 20enne ai domiciliari, nel mirino due minorenni

Violenza sessuale nel parco pubblico: 20enne ai domiciliari, nel mirino due minorenni

di Andrea ZACCARIA

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venerdì 17 luglio 2026, 21:21

Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, Vittorio Testi, ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti di un ventenne di Ostuni, indagato per due episodi di presunta violenza sessuale ai danni di due minorenni, contestati dalla Procura e risalenti allo scorso primo maggio, nei pressi della villa comunale di Ostuni. La misura cautelare era stata richiesta dal pubblico ministero Sofia Putignani ed è stata eseguita dagli agenti del commissariato di Ostuni nei giorni scorsi. Il provvedimento non costituisce una condanna, ma un atto adottato nell'ambito delle indagini preliminari. Secondo la ricostruzione contenuta nell'ordinanza, i due episodi contestati sarebbero avvenuti nella stessa giornata di maggio e avrebbero coinvolto due ragazze di 12 e 15 anni.

Cosa è successo

Il primo episodio riguarderebbe la quindicenne che avrebbe incontrato il giovane dopo alcuni contatti avuti attraverso TikTok. Secondo quanto riferito agli investigatori, il ventenne le avrebbe chiesto di appartarsi per chiarire un'incomprensione e, in una zona laterale della villa comunale, sarebbero avvenuti gli atti contestati dalla Procura, nonostante il dissenso espresso dalla ragazza. Sempre secondo l'accusa, nel corso della stessa giornata si sarebbe verificato un secondo episodio ai danni dell'altra minorenne, amica della prima. La dodicenne avrebbe raccontato agli inquirenti di essere stata avvicinata dal giovane e di aver subito comportamenti a sfondo sessuale nonostante il proprio rifiuto. Le due ragazze, dopo essersi confrontate tra loro, avrebbero raccontato quanto accaduto alle rispettive famiglie. Il giorno successivo le madri si sarebbero presentate negli uffici del commissariato di Ostuni per formalizzare le denunce. Gli investigatori hanno quindi raccolto ulteriori elementi, ascoltando le minorenni e altre persone informate sui fatti.

Alla base della richiesta cautelare, secondo quanto emerge dal provvedimento, vi sarebbero principalmente le dichiarazioni delle due ragazze, valutate dal giudice come «attendibili, coerenti e prive di contraddizioni rilevanti», oltre ai riscontri raccolti durante le indagini. Nell'ordinanza viene evidenziato come i racconti delle due adolescenti presenterebbero «elementi di reciproca conferma» e sarebbero supportati anche dalle testimonianze di persone alle quali le ragazze avrebbero confidato l'accaduto subito dopo i fatti. Il Gip prende in esame anche il comportamento tenuto dalle presunte vittime nelle ore successive agli episodi denunciati, richiamando il particolare stato emotivo riferito da una delle minorenni e le reazioni successive ai fatti, ritenute compatibili con quanto dichiarato agli investigatori. Nella motivazione il Gip affronta anche la qualificazione giuridica dei fatti, osservando che «la violenza sessuale comprende qualsiasi indebita intrusione nella sfera sessuale della persona e che la violenza richiesta dalla norma può consistere anche nel superamento della contraria volontà del soggetto passivo, non necessariamente attraverso una costrizione fisica assoluta». Il giudice, sulla base degli elementi finora raccolti, ritiene che la ricostruzione accusatoria non sia riconducibile a un semplice equivoco tra le parti, evidenziando la presenza, secondo gli atti dell'indagine, di ripetute manifestazioni di dissenso da parte delle due ragazze. Il ventenne è comparso davanti al Gip per l'interrogatorio di garanzia e, secondo quanto riferito, avrebbe risposto alle domande del giudice assumendo un atteggiamento collaborativo. Il prosieguo delle indagini, anche attraverso gli accertamenti sullo smartphone sequestrato dalla polizia, dovrà chiarire ulteriormente la vicenda. L'indagato resta comunque presunto innocente fino a un'eventuale sentenza definitiva di condanna.

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