Migliaia di persone sono scese in piazza in Portogallo per protestare contro la crisi abitativa e chiedere misure concrete per garantire il diritto alla casa. Le proteste si inseriscono nel più ampio dibattito europeo sulla crisi abitativa, tra aumento degli affitti, difficoltà di accesso alla casa e richieste di maggiori interventi pubblici.
Portogallo, proteste a Porto contro la crisi abitativa: le richieste dei manifestanti
Migliaia di persone sono scese in strada il 15 ottobre 2026 a Porto contro la crisi abitativa.
I media portoghesi riportano che i manifestanti chiedono principalmente la fine degli sfratti, l'introduzione di un tetto massimo agli affitti, la fine dell'acquisto di immobili da parte di fondi speculativi, l'aumento degli alloggi pubblici e la riqualificazione degli immobili sfitti.
La manifestazione è stata segnata anche dall'intervento delle forze dell'ordine. I manifestanti hanno condannato l'intervento della polizia avvenuto nelle prime ore del mattino del 15 ottobre per sgomberare le persone accampate in Praça D. João I, una piazza nel centro città. Gli organizzatori hanno reso noto che almeno 37 persone sono rimaste ferite, di cui due in gravi condizioni, in seguito ad un intervento di polizia. Anche un agente di polizia è rimasto ferito.
Proteste per la casa in Portogallo
Migliaia di persone si sono riunite a Lisbona e a Porto l'11 ottobre per le proteste. Gli organizzatori si preparano ad una nuova giornata di proteste nella capitale, Lisbona, il 17 ottobre, mentre le autorità ritengono che le proteste potrebbero estendersi ulteriormente. La questione abitativa resta quindi una delle principali sfide per le istituzioni.
Le proteste ricordano quelle sulla casa scoppiate il 23 settembre in Spagna. Per alcuni osservatori, potrebbero trasformarsi in manifestazioni diffuse, come appunto in Spagna, ma anche, sebbene in contesti diversi, in Francia e in Albania. Il tema dell'accesso alla casa continua ad essere al centro del dibattito pubblico europeo.