Siamo soltanto a metà agosto, ma l’estate 2026 sembra durare da parecchio più di due mesi. In Europa le prime grandi anomalie sono cominciate già alla fine di maggio e da allora si sono succedute ondate di calore sempre più lunghe, separate da tregue brevissime. Possiamo quindi dire che sarà l’estate più calda di sempre? Non ancora: l’estate meteorologica termina il 31 agosto e, soprattutto, un record del genere ha senso soltanto specificando dove e che cosa stiamo misurando. Ma i dati raccolti finora sono comunque eccezionali. Nell’Europa occidentale giugno e luglio sono stati insieme i primi due mesi estivi più caldi mai registrati, luglio è stato uno dei più caldi mai osservati a livello globale e la superficie degli oceani extra-polari non era mai stata così calda in questo periodo dell’anno. Nel Regno Unito il record dell’intera estate potrebbe cadere anche con un agosto semplicemente normale; a Roma, fino al 10 agosto, il 2026 è già l’estate più calda degli ultimi 25 anni.
Non è un’ondata di calore: sono tante, una dietro l’altra
In Italia il tratto distintivo di questa estate non è stato soltanto raggiungere temperature elevate, ma continuare a tornarci quasi senza pause. La prima grande ondata di calore è arrivata tra il 23-24 e il 31 maggio ed è durata otto o nove giorni. Dopo 18 giorni relativamente normali, quella di giugno ne è durata altri dodici o tredici. A luglio ci sono stati concessi circa sette giorni di tregua prima dell’inizio di una terza fase calda durata quasi due settimane. Il 29-30 luglio è poi cominciata la quarta, la più lunga di tutte, che potrebbe arrivare fino al 17 agosto e quindi sfiorare venti giorni consecutivi di caldo intenso. La sequenza è significativa: le ondate durano di più e gli intervalli tra l’una e l’altra sembrano restringersi.
Qualcosa di simile sta accadendo anche molto più a nord. Nel Regno Unito la temperatura media tra il primo giugno e il 10 agosto è stata di 16,48 °C, quasi due gradi sopra la media 1991-2020 e già superiore ai 16,10 °C dell’estate 2025, attuale detentrice del record. Il 2026 è inoltre il primo anno nel quale il Paese ha raggiunto almeno 35 °C in tre diversi mesi consecutivi, maggio, giugno e luglio, mentre a metà luglio aveva già accumulato più giornate sopra i 30 °C di tutta la celebre estate del 1976. Non significa che ogni luogo europeo sia stato costantemente rovente: a luglio alcune zone dell’Europa orientale e della Scandinavia sono rimaste persino sotto la media. Ma nell’Europa occidentale la persistenza del caldo è stata straordinaria.
Non è soltanto una questione di termometri
Il caldo, infatti, sta interagendo con un altro grande protagonista dell’estate 2026: la mancanza d’acqua. In Inghilterra e Galles luglio è stato il più secco dall’inizio delle registrazioni nel 1836, e la siccità interessa ormai vaste aree dell’Europa occidentale. Francia, Spagna, Germania e Regno Unito hanno registrato precipitazioni e umidità del suolo eccezionalmente basse, con ripercussioni sull’agricoltura, sulle riserve idriche e perfino sulla produzione energetica. Caldo e siccità, inoltre, possono alimentarsi a vicenda. Quando il terreno contiene acqua, parte dell’energia solare viene utilizzata per farla evaporare; quando è completamente secco, questo sistema naturale di raffreddamento viene meno e una quota maggiore dell’energia disponibile riscalda direttamente il suolo e l’aria. Nel frattempo la vegetazione secca diventa carburante per gli incendi.
E poi c’è il mare. A luglio la temperatura media superficiale degli oceani al di fuori delle regioni polari è stata la più alta mai misurata per quel mese, superando persino il precedente record del 2023. Le anomalie sono state particolarmente marcate lungo le coste atlantiche europee e nel Mediterraneo occidentale, colpiti da intense ondate di calore marine. Non è soltanto un problema per pesci, coralli e altri organismi: gli oceani immagazzinano enormi quantità di energia e un mare insolitamente caldo può influenzare l’umidità dell’aria, mantenere elevate le temperature notturne sulle coste e fornire più energia e vapore acqueo all’atmosfera. L’estate 2026, quindi, non è eccezionale soltanto perché alcuni pomeriggi hanno fatto segnare numeri impressionanti, ma perché una quantità anomala di calore si sta manifestando contemporaneamente in diverse componenti del sistema climatico.
Quando finirà?
Ed eccoci finalmente alla domanda più importante. La quarta ondata di calore che interessa l’Italia dovrebbe, secondo le previsioni al momento in cui scriviamo, cominciare ad attenuarsi intorno al 17 agosto, quando l’arrivo di aria più fresca di origine atlantica potrebbe interrompere il lungo dominio dell’alta pressione subtropicale, inizialmente al Nord e poi progressivamente nel resto del Paese. Naturalmente una previsione a diversi giorni di distanza mantiene un certo margine d’incertezza, e soprattutto non sappiamo ancora se sarà la vera “rottura” dell’estate oppure soltanto l’ennesima pausa. Del resto è esattamente quello che è successo finora: ogni volta che il caldo sembrava aver mollato la presa, pochi giorni dopo ne cominciava un’altra fase.
La fine di questa ondata non ci dirà neppure come finirà in classifica il 2026. Per stabilire quali record avrà realmente battuto bisognerà aspettare la conclusione di agosto e distinguere tra dati globali, europei e nazionali. Una cosa, però, è già chiara: un’estate così calda non nasce soltanto da una particolare configurazione meteorologica. Il cambiamento climatico sta aumentando la temperatura di fondo sulla quale agiscono anticicloni e ondate di calore, rendendo gli estremi più probabili e intensi e favorendo estati che soltanto pochi decenni fa sarebbero state molto più insolite. La buona notizia, insomma, è che anche questa ondata finirà. Quella meno buona è che il clima nel quale nascerà la prossima è ormai più caldo di quello nel quale siamo cresciuti.
Gli imperdibili per l'uomo
Scrivo di cinema, in particolare quello con i mostri, le esplosioni e i calci volanti, da prima della crisi dei mutui subprime del 2008. Ho scritto anche dei libri sull'argomento insieme al resto della redazione dei 400calci. Traduco libri, organizzo eventi e parlo anche, quando me lo chiedono. Ho persino lavorato alla scrittura di un gioco di ruolo fantasy-satirico, giusto per non farmi mancare nulla.


