Nessun precedente tra le due tifoserie, nessuna avvisaglia di possibili tensioni. Puteolana-Portici non è stata classificata come una partita a rischio. Non c’erano elementi, sulla base delle informazioni disponibili alla vigilia, per limitare la vendita dei biglietti ai sostenitori ospiti. Eppure, lontano dallo stadio Domenico Conte di Pozzuoli, nei pressi della Tangenziale, la violenza è esplosa con conseguenze gravissime. Un tifoso del Portici, Mario Spedaliere, è ricoverato in pericolo di vita.
LA PREVENZIONE
Tra le due tifoserie non risultano scontri precedenti né episodi che potessero far ipotizzare situazioni di pericolo. Non sono state quindi adottate restrizioni sulla vendita dei tagliandi, misure che le autorità competenti valutano sulla base di specifici indicatori di rischio. Il quadro della vigilia non aveva evidenziato condizioni tali da giustificare un divieto. Del resto, il clima registrato prima e durante l’incontro è stato tranquillo. I presidenti delle due società si sono incontrati e salutati cordialmente prima del fischio d’inizio.
IL DISPOSITIVO
Presenti circa quaranta tra tifosi del Portici e familiari dei calciatori. All’interno del Domenico Conte non si sono registrati problemi: nessuna tensione significativa sugli spalti, se non cori di rivalità tra le tifoserie, ma come avviene ogni domenica all’interno degli impianti. Mentre sul terreno di gioco la gara si era svolta regolarmente. Lo scenario è cambiato lontano dall’impianto, nella zona della Tangenziale, dove si è consumato il gravissimo episodio di violenza. Ma il papà del 34enne ferito, Massimo Spedaliere, evidenzia: «Le forze dell’ordine potevano gestire meglio la sicurezza nello stadio e soprattutto all’esterno dello stadio: non si fanno uscire le tifoserie ospiti pochi minuti dopo quella casalinga senza scorta».
L’AGGRESSIONE
Il ferimento del 34enne sostenitore del Portici richiama episodi che in passato hanno segnato tragicamente il calcio italiano, quando la rivalità sportiva ha lasciato spazio ad aggressioni con conseguenze gravissime. Ma ogni valutazione sulla dinamica deve restare ancorata agli accertamenti. Bisognerà capire chi abbia preso parte agli scontri, come siano iniziati e cosa sia successo dopo l’allontanamento dei tifosi dall’area dello stadio. Agli investigatori spetta ora ricostruire la successione degli eventi nei pressi della Tangenziale e individuare le responsabilità. Un punto centrale sarà stabilire se l’aggressione sia stata improvvisa o un vero e proprio agguato.
LE VERIFICHE
Dovranno essere chiariti anche gli spostamenti dopo il match e le circostanze nelle quali il tifoso è rimasto gravemente ferito. Il fatto che la gara non fosse considerata a rischio non basta, da solo, a spiegare quanto avvenuto. Saranno gli accertamenti a stabilire cosa abbia innescato la violenza e se vi fossero elementi rimasti sconosciuti prima dell’incontro. Al momento l’attenzione della polizia si sta concentrando su una decina di persone che avrebbero preso parte alla rissa e che potrebbero anche avere avuto un ruolo nel ferimento del giovane colpito alla testa con una mazza da baseball.