Quand'è l'ultima volta che hai fatto qualcosa per la prima volta?

È una domanda che mi torna spesso in mente, soprattutto quando mi accorgo che le giornate iniziano ad assomigliarsi tutte. A Londra, seduta sugli spalti della Diamond League, quella domanda è riaffiorata ancora una volta. Forse perché, in modi completamente diversi, sia io sia Keely Hodgkinson stavamo vivendo una prima volta.

Lei inseguiva qualcosa che non aveva mai fatto: diventare la donna più veloce della storia sugli 800 metri. «Life is sometimes unfair», ha detto ai giornalisti dopo aver mancato il record mondiale, pur vincendo la gara davanti a una batteria di campionesse. Non sono bastati il boato del London Stadium né il primo posto. Quel pomeriggio avrebbe dovuto essere ricordato per 1'53"28 e invece resterà inciso per quei tre secondi in più che l'hanno "solo" portata alla vittoria, senza riscrivere la storia. Un tempo minuscolo, abbastanza grande da separare ciò che è dalla storia di ciò che avrebbe potuto essere. È lì che abitano i dettagli.

Io, molto più semplicemente, stavo facendo qualcosa che non avevo mai fatto prima: assistere dal vivo a una competizione di atletica. È uno sport in cui il tempo sembra rifiutarsi di scorrere in una sola direzione. Mentre qualcuno taglia il traguardo dei 400 metri, Larissa Iapichino prende la rincorsa nel salto in lungo; poco più in là gli uomini affrontano il salto con l'asta, mentre all'estremo opposto altre atlete si contendono la vittoria nel salto in alto. Ogni gesto appartiene a una storia diversa, ma tutte convivono nello stesso istante.

Forse è stato proprio quel mosaico di storie a riportarmi alla domanda iniziale. Quand'è stata l'ultima volta che ho fatto qualcosa per la prima volta? Keely Hodgkinson mi è rimasta impressa proprio per questo. Non per il record mancato, ma perché mi ha ricordato che le prime volte non coincidono sempre con i traguardi. A volte si traducono semplicemente nel tentativo di raggiungerli. È una tensione che sembra attraversare anche il modo in cui racconta se stessa fuori dalla pista. Pochi giorni prima di Londra, Nike aveva presentato la sua prima collezione esclusiva che porta proprio il suo nome e che non è una celebrazione della velocità, ma un'estensione della sua personalità. Nero opaco e dettagli oro, equilibrio tra rigore ed eleganza, tra controllo e imprevedibilità. La stessa dualità che si percepisce quando corre: una calma apparente che nasconde un'esplosione di energia.

È forse questo il motivo per cui la sua prima collezione non sembra costruita intorno alle medaglie, ma all'idea di movimento. Keely ha partecipato direttamente allo sviluppo dei capi e delle scarpe, portando il proprio punto di vista di atleta per migliorare prodotti pensati tanto per l'élite quanto per chi corre ogni giorno. «Spero che ogni ragazza che la vedrà capisca che vale la pena inseguire i grandi sogni», ha raccontato presentandola. Una frase che, dopo averla vista sorridere nonostante un record sfumato per tre secondi, assume un significato diverso. Perché, in fondo, le prime volte non coincidono sempre con i record. A volte coincidono con il modo in cui si continua a correre anche quando il tempo dice che non era ancora il momento.

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Collezione Keely Hodgkinson per Nike

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Più che una semplice linea esclusiva, la collezione è una dichiarazione d’intenti che porta un’icona del running alla ribalta nel mondo dello sport e dello stile, inaugurando una nuova era di velocità ed espressione per tutti i runners.

La collezione integra le migliori innovazioni Nike in modelli pensati per riflettere non solo le prestazioni di Keely, ma anche il suo stile.

Al centro della linea di abbigliamento ci sono capi essenziali ad alte prestazioni, tra cui un top corto con tasche AeroSwift e short aderenti AeroSwift con interno gamba da 13 cm, dotati della tecnologia Dri-FIT ADV per una ventilazione avanzata che aiuta a mantenere la pelle asciutta e a offrire il massimo comfort. I dettagli esclusivi includono tasche per gli integratori energetici da utilizzare durante la gara e fit versatili e stabili, pensati per consentire ad atleti e atlete di concentrarsi sulle prestazioni senza distrazioni.

La collezione è completata da una maglia a maniche lunghe Nike Pro Sculpt e short Nike Pro Sculpt con interno gamba da 13 cm, caratterizzati da grafiche in tinta unita e Swoosh satinato per un look raffinato. Riferimenti discreti all’identità di Keely, come il suo logo Nike a forma di tornado, creano una narrazione visiva coerente che fonde movimento, energia e controllo in ogni capo della sua prima collezione esclusiva.

La linea di scarpe della collezione offre un sistema completo progettato per ogni aspetto dell’allenamento e della gara.

• Vomero Plus offre la massima ammortizzazione grazie a un’intersuola in schiuma ZoomX morbida a tutta lunghezza, rendendo questo modello la scelta preferita di Keely per le corse di recupero.

• Pegasus 42 offre una corsa reattiva e adatta all’uso quotidiano grazie a un’unità Air Zoom curva a tutta lunghezza e a un’intersuola in schiuma ReactX, per un ritorno di energia eccezionale e la massima versatilità per l’allenamento quotidiano.

• In qualità di scarpa preferita da Keely per gli allenamenti a intervalli, Vaporfly 4 è dotata di Flyplate in fibra di carbonio a tutta lunghezza e di ammortizzazione ZoomX per una sensazione di propulsione e una corsa elastica e leggera, in grado di dare energia ai runner il giorno della gara, dal miglio alla mezza maratona e oltre.

• Victory 2 con chiodi completa la collezione, combinando un’unità Air Zoom, schiuma ZoomX e una piastra in fibra di carbonio per offrire una sensazione di spinta e stabilità nelle gare di mezzofondo.