Quando conviene comprare frutta e verdura: il giorno segreto per risparmiare | La guida

Massimo Canorro

In una discussione su Reddit dedicata al giorno in cui i negozi di alimentari e le insegne della Gdo, la Grande distribuzione organizzata, fanno scorta di prodotti freschi, gli interventi sono dei più disparati. Un utente scrive: "Non penso che ci sia un giorno specifico della settimana in cui una catena di supermercati si rifornisce". Un altro indica il martedì come giorno ideale, sconsigliando la domenica. La confusione è totale.

Cerchiamo di fare un po' di chiarezza. Fermo restando che il risparmio è importante anche nella scelta di dove comprare frutta e verdura, c'è un dato interessante da approfondire: secondo Ismea, l'Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare, l'ortofrutta rappresenta una delle voci principali nella spesa delle famiglie italiane, con un valore di quasi 43 miliardi di euro.

Grafico estratto dal report di Ismea presentato a Macfrut 2026
Grafico estratto dal report "Gli acquisti di frutta e verdura delle famiglie con figli under 16" di Ismea 

I dati dell'Osservatorio Ismea-Niq evidenziano un incremento degli acquisti di ortaggi (+3,3 per cento), patate (+5,3 per cento), frutta a guscio (+2,7 per cento), castagne (+4,6 per cento), kiwi (+7,2 per cento) e fragole (+8,9 per cento). Spiccano i frutti rossi, con mirtilli e more in crescita rispettivamente del 26 e del 37 per cento, e la frutta tropicale, con mango (+36 per cento) e avocado (+47 per cento). 

Positivo anche l'andamento del biologico, in aumento del 7 per cento in quantità e del 7,9 per cento in valore. Tra i segmenti strategici figurano le famiglie con figli della Generazione Alpha, giovani consumatori cresciuti in un ambiente digitale, sempre più capaci di influenzare le scelte d'acquisto dei genitori, soprattutto in rapporto alla qualità del cibo, alla sostenibilità ambientale e alla salute.

Quando fare la spesa al mercato per risparmiare

La Generazione Alpha si conferma dunque un target strategico per il futuro del comparto ortofrutticolo. "Attenzione, però. Se da un lato è confortante il dato relativo all'aumento degli acquisti di materie prime vegetali, dall'altro mi chiedo se il loro costo inferiore rispetto alle proteine animali non sia anche il riflesso della crisi economica attuale. Tradotto: compro ciò che costa meno". A parlare a Today.it è Paolo D'Ercole, titolare, insieme a Chiara Valzania, della trattoria Scima a Roma. Qui la coppia propone un menù in continua evoluzione, costruito sulla stagionalità e sulle disponibilità del mercato: dalle lorighittas sarde con cozze e pomodorini all'halloumi arrosto con peperoni, fino alla pasta e ceci salentina, per fare solo alcuni esempi.

Halloumi con peperoni arrosto
L'halloumi arrosto con peperoni della trattoria Scima

Proprio a D'Ercole e Valzania, che non si affidano a fornitori e scelgono personalmente le materie prime, abbiamo chiesto se esista un giorno più conveniente per acquistare frutta e verdura, anche in termini di risparmio. "Partiamo da un presupposto: il tema della sostenibilità dei costi di frutta, verdura, carne e pesce ci tocca molto da vicino. Facciamo la spesa al mercato ogni due giorni e siamo in contatto con piccolissimi produttori. In alcuni periodi dell'anno partiamo e giriamo l'Italia: se troviamo una cassetta di verdure che ci piace, la compriamo e la cuciniamo". 

I titolari di Scima, locale aperto nell'agosto 2024 a pochi passi dal Parco regionale dell'Appia Antica, entrano poi nel merito della questione: "Come giorno per acquistare frutta e verdura, sconsigliamo il sabato, perché ci si porta dietro la stanchezza della settimana e spesso sui banchi dei mercati ortofrutticoli si trova di tutto, anche prodotti fuori stagione. Meglio andare al mercato il lunedì, così da poter programmare i pasti della settimana. A prescindere dal giorno, però, il consiglio è di andarci molto presto".

La stagionalità non è una questione di prezzo

Per acquistare frutta e verdura, un'ottima soluzione può essere quella di rivolgersi a uno degli oltre 400 presìdi Slow Food presenti in Italia, acquistando i prodotti direttamente dai produttori o nei mercati contadini. Movimento fondato dal gastronomo e scrittore Carlo Petrini nel 1986, Slow Food promuove un modello alimentare basato sul cibo "buono, pulito e giusto", in contrapposizione al modello di vita frenetico imposto dalla società moderna e alla standardizzazione industriale. "Alcuni pensano che i presìdi Slow Food siano costosi, ma non è così. I chiacchietegli di Priverno, per esempio - spiega Chiara Valzania - sono una varietà di broccoletti tutelata da un piccolo presidio laziale e costano meno di quelli venduti al supermercato".

Chiacchietegli di Priverno (Latina)
I chiacchietegli di Priverno (Latina), broccoletti locali dalle infiorescenze violacee

Il problema, quindi, è che abbiamo perso parte della nostra cultura alimentare? "Esattamente, e dobbiamo ritrovarla. Anche attraverso la stagionalità: c'è un motivo se in estate mangiamo pomodori, cocomero e meloni, ricchi d'acqua; in inverno, invece, godiamo delle arance, ricche di vitamina C", replica la coppia. Rimarcando poi l'importanza di tornare ad ascoltare i nostri bisogni. 

"L'Italia - ricordano - è il Paese con la maggiore biodiversità in Europa, ma oggi siamo abituati a trovare verdura e frutta fuori stagione ogni singolo giorno dell’anno. Basti pensare alla papaia e all'ananas, che sono di fatto sempre disponibili. Un concetto, questo, completamente sbagliato".

Il tempo che non troviamo più

Nel trattato De brevitate vitae, composto tra il 49 e il 52 d.C., il filosofo romano Lucio Anneo Seneca scrive: "Non abbiamo poco tempo, ma ne perdiamo molto". Ed è proprio il tempo uno dei principali ostacoli a un'alimentazione più consapevole. "Negli ultimi anni il sottovuoto ha sostituito il congelato e il supermercato ha abituato le persone alla comodità: non più soltanto la busta con il minestrone già pronto, ma anche la zucca già cubettata, le patate pelate e le zucchine tagliate", spiegano D'Ercole e Valzania. 

È il riflesso di un'abitudine che ci spinge a cercare soluzioni sempre più comode. Ma il punto non è soltanto quanto spendiamo, bensì quanto siamo disposti a modificare le nostre abitudini.

Paolo D'Ercole e Chiara Valzania, titolari della trattoria Scima a Roma
Paolo D'Ercole e Chiara Valzania, titolari della trattoria Scima

"È inutile girarci attorno: il tempo per andare a fare la spesa si può sempre trovare", sottolineano i titolari di Scima. "Bisogna avvicinarsi ai piccoli produttori. Ci sono tante aziende agricole che organizzano consegne settimanali di cassette di frutta e verdura, seguendo ciò che la terra offre in quel momento". 

Ritagliarsi del tempo per fare la spesa in modo più sostenibile significa anche recuperare un'educazione alimentare che un tempo faceva parte della quotidianità. "Nel dopoguerra ognuno aveva la sua insalatiera prima del pasto - osservano i due ristoratori di Roma -. Adesso, purtroppo, sarebbe impensabile".

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