Ho incontrato Florence Pugh più volte alle sfilate di Valentino quando il direttore creativo era Pierpaolo Piccioli. Florence, ultima protagonista della nostra trilogia delle muse (iniziata con Gianna Nannini e continuata con Tilda Swinton) è un’attrice piuttosto unica e un’artista che non ha paura di essere una disturbatrice. Risulta fuori dagli schemi in tutti i sensi: per canoni estetici, per percorsi artistici, per scelte di attivismo, per prese di posizione.
La vedremo al cinema in due kolossal (Dune 3 e Avengers: Dooms Day) e in una nuova serie tv (La Valle dell'Eden). Ma non è questo ad averci conquistato di lei: durante la collaborazione con Piccioli, Florence si dimostrò indipendente, fiera di sé e del proprio percorso e proprio per questo ferma nelle proprie posizioni. Costi quel che costi. In un momento storico di grandi cambiamenti ma anche di grandi confusioni, mi conquista chi, nel proprio cammino, ha il coraggio di dire no e mostra l’audacia di opporsi a quello che succede o a quello che ci viene chiesto. Anche e soprattutto quando non sembra la scelta più facile.
In questa newsletter e nel giornale in edicola troverete molte storie, alcune interviste e punti di vista di editorialisti che raccontano proprio il dilemma di scegliere quando esporsi, dire di no, insomma diventare dei disturbatori.
Ve ne segnalo due, tra le altre. La prima è l'intervista di Chiara Oltolini a Tara, musicista di 23 anni con nonni esiliati dalla Palestina e un tour europeo alle porte: cresciuta nel Basso Lazio, ha sorpreso tutti con un album a metà strada tra l’R&B e il pop trilingue (arabo, inglese e italiano). La storia della sua auto determinazione è esemplare e vi farà molto riflettere.
Poi, da non perdere, un'altra intervista, quella fatta da Stefania Saltalamacchia a Paola Turci, altra musa che ci accompagna da molti anni. L'abbiamo intitolata L'errore che rifarei perché nell'affermazione di sé, nel complicato cammino che tutti percorriamo verso quello che ci rende completi e felici, fare errori è uno dei requisiti più importanti, fallire resta un atto necessario, qualcosa di cui andare fieri.
Infine, vi lascio con qualcosa di più leggero. Un riassunto dettagliato delle migliori borse e scarpe viste alla recente settimana della moda di Milano: la nostra redazione le ha scelte con cura per farvi capire dove andranno le tendenze del settore degli accessori.
Buona lettura