Parroco tormentato dai maranza: «Adesso anche io ho paura. Un anno di vandalismi e denunce»

PORDENONE - «Era un gruppo tra i sei e i dodici ragazzi, le età andavano dai diciotto ai vent’anni. Avevo posto solo due regole, che uscissero dal campetto entro le 20 e mettessero in ordine. Ma non c’è stato nulla da fare, volevano rimanere ad ogni costo a giocare fino a tarda sera. Lasciavano bottiglie di alcolici e mozziconi ovunque. Sono stato costretto a mettere un cancello per impedire l’accesso, ma lo hanno devastato quattro volte. Alla fine mi sono arreso e li ho denunciati per vandalismo. Ma neanche questo li ha fermati, hanno continuato a distruggere fino a pochi giorni fa. Mi chiedo da dove venga tutta questa rabbia».

Non nasconde lo sconforto don Luca Buzziol, il parroco della chiesa Cristo Re a Villanova che da oltre un anno fronteggia i “maranza” del quartiere, ragazzi appena maggiorenni che con aggressività e arroganza hanno tentato di spadroneggiare nel campetto della parrocchia, bivaccando, lasciando immondizie e distruggendo l’area comune. Da qualche settimana la situazione all’oratorio si sarebbe calmata perché, secondo le segnalazioni dei residenti, le gang di bulli si sono spostate nel campo da basket del parco in via Gemelli. Proprio il parco in cui erano stati avvistati domenica pomeriggio i tre baby teppisti di 12-14 anni che hanno terrorizzato una 70enne nel parcheggio del Lidl, chiedendole soldi. 
«Non so se facciano parte tutti degli stessi gruppi - continua il sacerdote -. Quelli che venivano da noi si devono essere stancati e spostati. Io, dopo la prima denuncia, ho continuato a chiamare i carabinieri senza sosta. I ragazzi erano arrivati a distruggere due recinzioni e a scavalcare il cancello del campetto per premere il pulsante di apertura ed entrare con le auto. Ho dovuto far rimuovere anche il bottone».

Lo sfogo

Don Luca, che segue anche Borgomeduna e Montereale Valcellina, è nella chiesa di Villanova da due anni. «Non avrei avuto problemi a lasciare il cancello aperto se si fossero comportati bene. È vero che i giovani hanno pochi luoghi di ritrovo, ma come si può dar loro dei posti se non riescono a rispettare le regole base di convivenza. Ho chiesto anche ai fedeli di darmi una mano, perché non c’era verso di fermarli. Avevano un atteggiamento di strafottenza. Quello che mi sorprende è l’incapacità di riconoscere una certa autorevolezza. Mi dicevano con fare beffardo “Tu sei qui solo da due anni, noi da una vita, è casa nostra”. Io spiegavo loro che non funziona così, ma non c’era ragione». Si tratta, spiega il parroco, di gruppi di ragazzi misti pordenonesi e seconde generazioni. «Prima erano a Torre - continua don Luca - e poi a Vallenoncello. E poi sono arrivati da noi. L’odissea è iniziata nell’estate 2025. Più chiedevo loro rispetto e più lasciavano un disastro, sono stato perfino costretto a togliere i canestri. Nel novembre 2025 ho messo il cancello per chiudere il campetto, scelta che non hanno accettato. A spintoni lo hanno rotto quattro volte. Li ho dovuti denunciare. Ma le scorribande sono continuate. Hanno distrutto le due recinzioni e un tombino. Quest’ultimo lanciando sassi al pallone incastrato su un albero. Solo da 2-3 settimane la situazione pare essersi calmata, forse si sono davvero spostati a suon di denunce».

Il fenomeno

Don Luca non si capacita di tutta questa violenza. «C’entrano le famiglie - continua - i social, l’adolescenza. Anche se adolescenti lo siamo stati tutti. Si tratta di un fenomeno complesso su cui sto ragionando. Sono parroco anche a Montereale e lì i vandali sono arrivati a dare fuoco all’oratorio, sfondando muri e porte. È qualcosa su cui dobbiamo riflettere». Per quanto riguarda i maranza di Villanova, il sacerdote non conosce le famiglie di provenienza: «Non so. Ma non potevo lasciare che bivaccassero fuori orario, fumando e lasciando in giro bottiglie di superalcolici e birre. Non sarebbe educativo neanche per gli altri bambini che frequentano l’oratorio. Ma non posso neanche rendere la parrocchia la prigione di Alcatraz, non è giusto per la maggioranza che si comporta bene».