Qui Castelsantangelo : "Il governo deve inserirci nel nuovo decreto. Per noi sarà decisivo"

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Il primo cittadino Alfredo Riccioni: "Nessuna vittima per fortuna, ma gli stessi danni delle zone più colpite. Nelle case i lavori sono finiti e i proprietari aspettano che Enel ripristini la corrente". Il Comune ha prodotto più macerie di tutti.

Il primo cittadino Alfredo Riccioni: "Nessuna vittima per fortuna, ma gli stessi danni delle zone più colpite. Nelle case i lavori sono finiti e i proprietari aspettano che Enel ripristini la corrente". Il Comune ha prodotto più macerie di tutti.

Il primo cittadino Alfredo Riccioni: "Nessuna vittima per fortuna, ma gli stessi danni delle zone più colpite. Nelle case i lavori sono finiti e i proprietari aspettano che Enel ripristini la corrente". Il Comune ha prodotto più macerie di tutti.

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Lo stato di emergenza per il sisma del Centro Italia terminerà il 31 dicembre e lascerà spazio a un nuovo "stato della ricostruzione". È una delle principali novità contenute nel decreto-legge 144 del 7 agosto, approvato dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento introduce inoltre il riconoscimento del cosiddetto "primo cratere", riservato ai tre Comuni simbolo del terremoto del 24 agosto 2016 - Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto. i primi due in provincia di Rieti, nel Lazio, e il terzo nell’Ascolano - dove si registrarono le vittime del sisma. Per questi territori, il decreto prevede una serie di misure dedicate, tra cui una corsia preferenziale per la ricostruzione, il rifinanziamento della Zona franca urbana per altri due anni, anche a favore delle nuove attività economiche, una quota del 5% delle risorse commissariali destinata a programmi di rilancio economico e sociale (contro il 4% previsto per l’intero cratere) e specifiche disposizioni per rafforzare la capacità amministrativa degli enti locali.

"Grazie a Dio non abbiamo avuto vittime – premette il sindaco di Castelsantangelo sul Nera, Alfredo Riccioni, uno dei paesi distrutti dalle scosse – ma chiediamo di essere inseriti nel decreto legge perché abbiamo riportato gli stessi danni". Insieme a lui, a lanciare l’appello, sono in tutto dieci Comuni della montagna nella nostra provincia, che stanno preparando una lettera da inviare al governo (alla presidenza del consiglio dei ministri e, per conoscenza, anche al commissario Guido Castelli e al governatore Francesco Acquaroli). Camerino è stato il promotore. E Riccioni ha contribuito facendo il giro dell’Alto Maceratese per raccogliere le adesioni. "Se le cose non dovessero cambiare – afferma –, il 31 dicembre vedremo la fine della Zona franca urbana e si bloccheranno le stabilizzazioni del personale". Castelsantangelo dieci anni fa contava 276 residenti, mentre oggi 198.

"Tra l’altro di questi 198 – precisa il primo cittadino – diversi vivono fuori; si sono trasferiti a causa del sisma e percepiscono il contributo del disagio abitativo, Cda (ex Cas). Per tamponare l’emorragia demografica, nei bandi di assegnazione delle casette, ovvero delle Sae che via via restano libere, diamo maggiore punteggio a chi porta qui la residenza". Ad oggi sono 16 le persone in Cda (di cui 2 in rsa), di cui 11 ultra 65enni e 4 disabili; lo scorso mese di giugno, ad esempio, sono stati liquidati 8mila euro di contributo. Vivono nelle Sae 73 persone, per un totale di 47 casette su un totale di 63 realizzate. "La nostra è una popolazione anziana - prosegue Riccioni -. Anche per questo una delle opere più importanti da realizzare è la ricostruzione della casa di riposo, delocalizzata nella frazione di Nocria. Il progetto esecutivo è pronto. Sarà dotata di 40 posti, più le 11 Sae vicine che saranno destinate alle coppie autosufficienti. E darà lavoro ad almeno 25 persone".

Nella struttura dell’ex casa di riposo, in futuro, si darà vita a un centro studi in collaborazione con l’università e ad una sala convegni. Entro fine settembre, invece, dovrebbero terminare le gare per i sottoservizi (compresi muri di sostegno, strade, fogne ecc.) nel capoluogo e in tutte e sei le frazioni. Mentre il cimitero è in fase di completamento. In stallo il cantiere sugli impianti del Monte Prata, che molto probabilmente non riapriranno neanche per la prossima stagione sciistica, sia per le ditte sia per l’Enel che deve spostare una linea della media tensione. Il sindaco in generale lamenta i ritardi dell’azienda di energia nell’esecuzione di allacci, nella rimozione di cavi o nella deviazione di linee, sia sul fronte pubblico che privato. "I lavori in tre case ad esempio sono terminati – afferma Riccioni –, ma i proprietari sono in attesa che venga attaccata la corrente".

L’intervento al Museo Centro Visite sarebbe dovuto terminare il 30 giugno, ma è ancora alle fondazioni. E quello alla caserma deve ancora partire. Per la ricostruzione privata, in passato le difficoltà principali sono state dettate dalla messa in sicurezza dei fiumi e dal dissesto idrogeologico. Su questo fronte in autunno dovrebbero iniziare i lavori, a cura del Consorzio di bonifica. Dopo l’ordinanza del commissario, la situazione si è sbloccata: i progetti possono essere presentati e decretati (ad eccezione di quelli che interferiscono con l’intervento). Ad oggi sono state presentate 169 pratiche di ricostruzione -per un importo totale dei decreti di 93.053.410 euro- di cui 88 decretate, 36 in istruttoria e 32 non procedibili. I cantieri conclusi sono 24, mentre in 59 edifici sono in corso e 5 in attesa dell’inizio dei lavori. Quello di Castelsantangelo è il Comune che ha prodotto più macerie di qualsiasi altro Comune del cratere: 75.489.300 chili. Numeri che danno il segno della devastazione.

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