Ragazza sfregiata da uno sconosciuto in metro a Milano: «Ho pensato di morire». L'aggressore era stato arrestato poche ore prima e poi rimesso in libertà

Era stato arrestato poche ore prima, per poi tornare libero. Nel pomeriggio, secondo l'accusa, avrebbe aggredito una sconosciuta nella metropolitana di Milano, ferendola al volto con un coltello. È questa la sequenza che vede protagonista Mohammed Saidi, il 27enne fermato dopo l'aggressione ai danni di una ragazza alla fermata Duomo. Secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera, il giovane era già stato arrestato nella notte dalla Polizia per furto e per il danneggiamento di alcune auto in sosta. Dopo la convalida del provvedimento da parte del giudice, però, era tornato libero. Poche ore dopo sarebbe avvenuta l'aggressione in metropolitana.

Chi è l'uomo fermato dopo l’aggressione

Mohammed Saidi, cittadino algerino di 27 anni e irregolare in Italia, è ora accusato di aver sfregiato al volto una ragazza di 23 anni, originaria del Marocco. Dopo il primo arresto e il successivo rilascio, secondo una prima ricostruzione degli investigatori della Polizia locale, il 27enne avrebbe vagato per la città senza una meta precisa fino ad arrivare nel centro di Milano. Qui avrebbe incontrato la ragazza nella stazione della linea 3 della metropolitana.

«Deve restare in carcere»

E' pericoloso e potrebbe colpire ancora. Lo si evince dalla richiesta di convalida dell'arresto e di custodia cautelare in carcere, firmata dalla pm Simona Ferraiuolo, a carico di Mohammed Saidi, il 27enne algerino. Dalle dichiarazioni della 23enne e dei testimoni risulta che l'uomo le avrebbe detto «perché mi stai guardando?" e lei gli avrebbe risposto «non guardo te, sto parlando con un'amica», in realtà un'altra ragazza che era là vicino. Espediente usato per tentare di proteggersi.

Le parole prima dell'aggressione: «Che cos'hai da guardare»

L'episodio è avvenuto nel pomeriggio, sulla banchina della fermata Duomo, davanti a decine di persone. Secondo la ricostruzione investigativa, la giovane si trovava con alcuni amici quando l’uomo le avrebbe chiesto perché lo stesse guardando. La ragazza avrebbe negato, ma il confronto sarebbe degenerato rapidamente. Secondo quanto riferito dagli investigatori, il 27enne avrebbe urlato: «Che cos'hai da guardare. Sono uomo e sono musulmano», prima di colpirla con un pugno e poi con un fendente al volto. I presenti hanno assistito alla scena e hanno immediatamente lanciato l'allarme, consentendo l'intervento delle forze dell'ordine.

La fuga e il fermo 

Dopo l'aggressione, il 27enne si sarebbe allontanato dalla stazione. Grazie alle segnalazioni dei testimoni, gli agenti della Polizia locale lo hanno rintracciato poco distante, in via Torino, bloccandolo all'altezza di via Falcone. Nei suoi confronti sono scattate le accuse di sfregio permanente al viso, lesioni aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. La pm di turno Simona Ferraiuolo ipotizza il reato di «deformazione dell'aspetto della persona mediante lesioni permanenti al viso», una fattispecie punita con la reclusione da 8 a 14 anni.

Il racconto della ragazza: Ho pensato di morire

«Ho pensato di morire, non riuscivo più a vedere nulla e il sangue mi impediva di respirare». A raccontarlo, sporgendo denuncia contro Mohamed Saidi, è la vittima. La giovane ripercorre il suo pomeriggio in centro: l'incontro casuale con una connazionale in piazza Duomo, un'ora prima dell'aggressione. Poi il giro per negozi in comitiva e infine l'ingresso, sempre in gruppo, nella stazione Duomo. È qui, mentre è seduta con l'amica su una panchina in attesa del treno diretto verso Comasina, che «improvvisamente un uomo che non avevo mai visto prima si rivolge a me in lingua araba e con un tono intimidatorio esclama: "Che cazzo guardi?"». La 23enne gli risponde in arabo, spiegandogli che «il mio sguardo era in realtà rivolto alla mia amica». Saidi però non ci crede e le grida una serie di pensanti insulti. La ragazza, spaventata, gli chiede di allontanarsi e lo avverte che, se non se ne fosse andato, avrebbe chiamato la polizia.

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