Rebecca, morta a Napoli: salvate cinque vite con il suo atto d'amore. Ora attesa per l'autopsia

Rebecca, morta a Napoli: salvate cinque vite con il suo atto d'amore. Ora attesa per l'autopsia

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venerdì 11 settembre 2026, 08:53 - Ultimo aggiornamento: 12:54

Cinque vite salvate con un grande atto d’amore deciso in vita. Rebecca Pepe aveva scelto di donare gli organi: cuore, reni, fegato e cornee sono andati a cinque pazienti che erano in attesa di una speranza. Intanto si attende la fissazione dell’autopsia. Bisognerà quindi attendere prima che la salma possa tornare a Lecce per la celebrazione dei funerali.

Rebecca, studentessa leccese di 24 anni, era stata investita su via Antonio Dhorn, a Napoli, mentre si trovava in città in vacanza con un gruppo di amici.

Intorno alle 23 stava attraversando la carreggiata dal lato mare verso la Villa Comunale quando era stata travolta da un’auto diretta verso piazza della Repubblica. Il violento impatto le aveva provocato un grave trauma cranico. Trasferita d’urgenza in ospedale, era rimasta ricoverata per cinque giorni in Rianimazione prima della morte. E' stato disposto il sequestro della cartella clinica.

Dopo l’investimento il conducente si era allontanato senza prestare soccorso. Le indagini della Polizia locale avevano consentito in poche ore di stringere il cerchio attorno al veicolo grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza, ai sistemi di lettura delle targhe e alla dashcam di un automobilista che aveva assistito alla scena. Mentre gli accertamenti erano ancora in corso, il conducente si era costituito: un ragazzo di 19 anni, inizialmente denunciato per lesioni personali stradali aggravate dalla fuga, ipotesi trasformata poi in omicidio stradale dopo la morte della ragazza. Al giovane erano state ritirata la patente e sequestrata l’auto.

In quelle ore drammatiche, i genitori Mauro Pepe ed Elisabetta Donno, insieme al fratello Pio Mauro Junior, avevano ricordato Rebecca come «una ragazza solare, generosa e amata da tanti parenti e amici». E avevano chiesto «giustizia e che vengano presi gli opportuni provvedimenti affinché altre vittime innocenti non debbano subire conseguenze di condotte irresponsabili di chi si pone alla guida».

Un tratto di quella generosità è rimasto nella scelta fatta da Rebecca quando era ancora in vita. Il desiderio di donare gli organi è stato rispettato e cuore, reni, fegato e cornee hanno consentito di dare una speranza a cinque pazienti. «È un ultimo atto d’amore che descrive chi fosse Rebecca», aveva spiegato l’avvocato della famiglia Giuseppe Gatti, sottolineando come la sua giovane esistenza fosse stata vissuta «con generosità infondendo positività a chiunque abbia avuto la fortuna di conoscerla». Adesso si attende la fissazione dell’autopsia, probabilmente lunedì. Solo dopo gli accertamenti e il nulla osta la salma potrà tornare a Lecce per la celebrazione dei funerali.

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