Si vola basso appena poche ore dopo l’inusuale presentazione del progetto Club Italia in Lega a Milano. Guardiola, come era prevedibile, ha detto no. Maldini e Leonardo avevano già scelto Pirlo come futuro ct della Nazionale nel caso in cui fosse tramontato il tentativo per il tecnico ex City. Pare siano irremovibili: puntano su un allenatore giovane, che ragioni nello stesso modo e condivida la visione. Una personalità più spiccata ed esperta rischierebbe di entrare in conflitto con la nuova direzione tecnica della Nazionale. Andrea, già al lavoro per svincolarsi dallo United FC Dubai, ovviamente è in contatto da giorni con la dirigenza azzurra, ha detto sì e attende l’ok per formalizzare. Negli ambienti milanesi vicini all’Inter, da giorni davano per scontata la nomina e prevedevano l’annuncio di Pirlo per sabato, cioè oggi. Forse potrebbe servire qualche ora o un giorno in più, i contratti non sono ancora stati preparati e Malagò non confermava totalmente, ma fa poca differenza: l’esito appare scontato e difficilmente nella notte potrebbe essersi ribaltato lo scenario, anche se fino al momento delle firme niente è concluso.
Il tentativo per Conte
Restano lo smarrimento, i dubbi forti dell’opinione pubblica e le perplessità sollevate dalle stesse componenti federali che avevano portato l’ex presidente del Coni alle elezioni attraverso una coalizione capace di produrre il 68% alle urne nel duello con Abete, vinto in partenza. Un conto è dotare il Club Italia di una guida dirigenziale (e non è esatto che prima non esisteva perché Buffon con Gravina ricopriva quel ruolo senza qualifica di presidente) per le riforme e la revisione della filiera azzurra, un altro consegnare il timone della Nazionale a un tecnico con pochissima esperienza, per quanto abbia un passato da fenomeno come calciatore. Malagò, è risaputo, voleva Roberto Mancini, ma intende restare fedele e coerente al principio della “condivisione” con i dirigenti appena scelti e che rivendicano il mandato per cui sono stati cooptati al termine di una lunghissima concertazione. È abbastanza sorprendente che nei 15 giorni di colloqui non fosse stato “condiviso” l’allenatore oltre all’idea di ricostruzione del calcio italiano con un piano lungo 8-10 anni. La Lega di Serie A sino a giovedì ha provato a rimettere in pista Conte, meno compatibile di Mancini con il duo ex Milan: erano e restano gli unici due tecnici top italiani sul mercato. Ieri il polo formato da Aic (calciatori) e Aiac (allenatori) era in apprensione per gli sviluppi di questa storia, che si trascina da oltre un mese.
Tanti no per la panchina azzurra
La linea giovane portata avanti da Maldini e Leonardo prevedeva altre figure, largamente in svantaggio rispetto a Pirlo. Sembra ci sia stato un contatto con Thiago Motta. L’ex tecnico di Bologna e Juve avrebbe gentilmente declinato. Della lista faceva parte anche Palladino. Un altro no o una sorta di veto è partito dalla Lega di Serie A nel caso in cui avesse preso quota la candidatura di Silvio Baldini, ct dell’Under 21, reo di aver dato dei “lestofanti” ai presidenti dei club, prigionieri di interessi e procuratori. Lo specchio del calcio italiano. Così non si va da nessuna parte. Il ministro Abodi, solo per amore della maglia azzurra, poche ore fa ha chiesto di "restare vicini al ct, chiunque esso sia, che verrà scelto". La sintesi di questa lunghissima partita tra oggi e domani tocca a Malagò con la firma sul contratto. Lo Statuto (articolo 24) per ora non è cambiato.
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