La dg dell’Ausl Petrini: "Importante lavoro di potenziamento dei defibrillatori", 250 studenti hanno assistito a dimostrazioni sulle manovre salvavita

I dati sulla rianimazione cardiaca

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Bologna, 17 ottobre 2026 – È stato scelto il cuore di Bologna per la sensibilizzazione alla rianimazione cardiopolmonare. Oltre 250 ragazzi delle classi quinte, provenienti da 5 istituti bolognesi, hanno partecipato ieri a Palazzo D’Accursio a brevi lezioni, tenute da 36 volontari, su come un massaggio cardiaco può in pochi secondi salvare una vita.
Si chiama ’Viva!’ la settimana, cominciata ieri, su questa tematica, organizzata da Irc, Italian Resuscitatipon Council, e proprio ieri è stata celebrata la giornata mondiale della rianimazione cardiopolmonare. Bologna in quest’ambito, dati alla mano, si propone come capitale italiana: sotto le Due Torri, infatti, secondo i datii forniti dall’Ausl supera un infarto il 17% delle persone colpite: la media italiana è 6,6% mentre quella europea è 7,5%. Merito non solo dei soccorsi, ma anche dei cittadini: nel 2025 nel 57% dei casi una persona normale ha risposto all’allerta del 118 ed è intervenuto prima dell’arrivo dei sanitari: ben 206 cittadini.
Questa percentuale negli anni è aumentata e anche grazie a ’Dae RepondER’, l’app regionale sviluppata dall’Ausl di Bologna con cui il sistema 118 avvisa i cittadini che l’hanno attivata di un arresto cardiaco nelle loro vicinanze, indicando anche il defibrillatore più vicino. Nell’area metropolitana di Bologna ne sono presenti 2.143, di cui 652 nel solo capoluogo. In tutta l’Emilia-Romagna sono 11.824, e la Regione ha finanziato di recente con quasi 450.000 euro l’Ausl di Bologna per distribuirne 230 nuovi: "Li stiamo consegnando a tutta la rete che collabora con noi – dice Anna Maria Petrini, direttrice generale dell’Ausl di Bologna –: Comuni ma anche le scuole, le forze dell’ordine, i vigili del fuoco, la Protezione civile. È evidente che ci vuole formazione e quindi far capire come riconoscere un arresto cardiaco e quali sono le prime semplici manovre e azioni che possono essere messe in campo".
In perfetto accordo Matilde Madrid, assessora al Welfare del Comune: "Il soccorso non è solamente una questione che riguarda i professionisti dell’ambito sanitario, ma tutta la comunità. Bologna su questo ci mostra numeri, insieme a tutta la regione, molto importanti. Stiamo dotando la città di defibrillatori in maniera sempre più capillare". Bologna, dove nel 2025 si è registrato in media un arresto cardiaco al giorno, è tra le città italiane in cui i cittadini arrivano prima dei mezzi di soccorso. Per salvare una vita, insomma, non serve essere un sanitario.
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