Un anno dopo l’altro le città italiane - nel loro complesso - fanno sempre meglio sul fronte della raccolta differenziata dei rifiuti, l’indicatore di maggiore peso tra i 20 su cui si basa Ecosistema urbano.
Domande di approfondimento generate da 24Ore AIAnche stavolta la media nazionale si è alzata, passando dal 65,1 al 66,2 per cento. Certo, era molto ambizioso il traguardo del 65% entro il 2012 indicato dal Dlgs 152/2006 (Codice dell’ambiente). «Però - osserva Mirko Laurenti, componente dell’ufficio scientifico di Legambiente e responsabile del rapporto annuale - quella norma ha costituito uno stimolo importante, è servita (come in precedenza il decreto Ronchi del 1997) a sensibilizzare gli amministratori locali e i cittadini. E per la raccolta differenziata e il riciclo l’Italia è ora tra le nazioni europee all’avanguardia».
I primi cinque capoluoghi, guidati da Ferrara e con Nuoro quarta, arrivano a separare oltre l’85% dei rifiuti. In generale l’esponente di Legambiente sottolinea «una forte accelerazione avvenuta negli ultimi anni, evidenziando progressi anche nelle città più grandi». Che non offrono le loro performance più brillanti: solo Bologna, con il 72,4 per cento, si attesta sopra la media generale e cinque Comuni del Centro e del Sud restano sotto il 50. Se Bari, Roma e Napoli riescono comunque a sfiorare questa soglia, la situazione resta molto critica in Sicilia (con Catania al 34 e Palermo ultima al 24,1 per cento).
«In effetti - dice Laurenti - i centri maggiori si impegnano, ma hanno territori più complessi e anche alte densità abitative, i loro sforzi richiedono più tempo per raggiungere i risultati. Al Sud, poi, ci sono difficoltà ulteriori, legate alle tematiche ambientali in genere. L’approccio è più dinamico rispetto al passato, ma si fa fatica a tenere il passo delle realtà del Centro-Nord».
Nel confronto con il 2014 si nota che il risultato complessivo delle 10 città più popolose è andato sempre aumentando. Bologna ha conquistato l’attuale migliore posizione partendo da un quarto posto tra le “grandi” e facendo salire di 33,4 punti percentuali la quota di differenziata. La performance migliore, mentre all’opposto si trova Palermo, che era ultima anche nel 2014 e nel frattempo ha registrato progressi modesti (più 16,1 punti).
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