Introduzione
Il 3 agosto è stata approvata al Senato la delega al governo per la riforma degli ordinamenti professionali. Il voto ha visto a favore 81 senatori, nessuno contrario e 50 astenuti. Il disegno di legge passa ora alla Camera, ma le opposizioni hanno preannunciato in aula l’astensione. Il provvedimento, varato dal Consiglio dei ministri il 4 settembre 2025, è firmato dai ministri del Lavoro e della Giustizia, Marina Calderone e Carlo Nordio, e delega l'esecutivo sulla riforma degli statuti di 15 categorie professionali coinvolgendo in tutto quasi 700 mila professionisti che, nel dettaglio, comprendono agrotecnici, architetti, assistenti sociali, attuari, consulenti del lavoro, dottori agronomi e forestali, geologi, geometri, giornalisti, ingegneri, periti agrari, periti industriali, spedizionieri doganali, consulenti in proprietà industriale e tecnologi alimentari. Ecco le novità.
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Quello che devi sapere
L’obiettivo del Ddl per la riforma degli ordini professionali
Il ddl per la riforma degli ordini professionali punta a riordinare i criteri per l'esercizio dell'attività di agrotecnici, architetti, assistenti sociali, attuari, consulenti del lavoro, dottori agronomi e forestali, geologi, geometri, giornalisti, ingegneri, periti agrari, periti industriali, spedizionieri doganali, consulenti in proprietà industriale e tecnologi alimentari. Trattandosi di una delega al governo, a seguito del varo nelle due Camere, occorrerà che l'esecutivo emani uno, o più decreti attuativi per l'attuazione dei contenuti del testo, che interviene, fra l'altro, definendo meglio le attività tipiche delle professioni, l'impianto sanzionatorio e deontologico degli iscritti agli Ordini e l'assetto elettorale per il rinnovo dei vertici della categoria a livello nazionale e territoriale.
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La valorizzazione del ruolo sociale ed economico
Il testo impegna il governo a valorizzare il ruolo sociale ed economico svolto dalle professioni e a risconoscerne il contributo allo sviluppo del Paese. I decreti legislativi dovranno definire le attività riservate agli iscritti agli Albi alla luce della normativa vigente all’entrata in vigore della legge delega e ai professionisti dovrà essere attribuita anche l’attività di consulenza, mentre le attività non riservate saranno libere e potranno essere svolte da tutti i professionisti.
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L’accesso agli ordini professionali
L’accesso agli ordini professionali dovrà avvenire tramite esame di abilitazione ma vengono fatte salve le disposizioni in materia di titoli universitari abilitanti secondo la legge 163/2021. La delega conferma inoltre che gli Ordini operano in qualità di enti pubblici non economici al fine di tutelare gli interessi pubblici connessi all’esercizio della professione.
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Le articolazioni territoriali
Le articolazioni territoriali svolgono la funzione di rappresentanza degli iscritti, mentre i consigli nazionali rappresentano la categoria. Ai fini dell’elezione di quest’ultimi si dovrà rispettare un principio di proporzionalità attenuta in modo da garantire rappresentanza adeguata anche ai consigli territoriali più piccoli.
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La reazione del presidente dell’Ordine dei consulenti del lavoro
Rosario De Luca, presidente di ProfessionItaliane, associazione che rappresenta le professioni oggetto della riforma, e del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro, ha espresso soddisfazione. “È un provvedimento che ridisegna il ruolo delle professioni regolamentate - ha commentato - adeguandole ai cambiamenti della società, dell’economia e della tecnologia. Un traguardo che è stato possibile raggiungere grazie anche al grande spirito di collaborazione tra i 15 ordinamenti professionali coinvolti, che hanno saputo mettere da parte gli interessi particolari per il bene comune, che è poi la migliore garanzia per valorizzare le singole identità professionali”.
Il commento del presidente dell’Ordine dei giornalisti
“Sono 63 anni che i giornalisti sono ancorati a norme professionali ormai superate, se si escludono i principi generali che restano sempre validi. Riteniamo che il Ddl delega sulle professioni sia un importante passo in avanti e possa essere un utile strumento per dare alla professione e ai cittadini un quadro di regole che consenta al sistema dell'informazione di affrontare efficacemente le sfide di oggi e di domani, ha affermato il presidente nazionale dell'Ordine dei giornalisti Carlo Bartoli dopo la votazione del provvedimento. “Condividiamo l'impianto della legge delega approvata al Senato - ha proseguito - e auspichiamo tempi rapidi per il passaggio alla Camera. Poi ci sarà da approntare i decreti attuativi, che rappresenteranno il cuore della riforma e che dovranno definire gli aspetti specifici. È lì che si vedrà la volontà di rendere quella dei giornalisti una professione moderna, autonoma e al passo dei tempi”.
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La soddisfazione della ministra del Lavoro
Per la ministra del Lavoro Marina Calderone, il provvedimento “è una grossa opportunità che guarda al futuro delle professioni comprendendo anche come, in questo momento, le professioni sono interessate da grandi mutazioni legate a tanti fattori, tra cui l'impatto dell'intelligenza artificiale, ma ancor di più la necessaria dinamica di alternanza e quindi di ricambio generazionale perché deve consentire a tanti giovani e a tante giovani donne di poter entrare nel circuito professionale". La ministra ha concluso sottolineando "ciò che le professioni ordinistiche sono per l'Italia: sono garanzia di efficienza, di qualità, di tutela, di sostegno, di professionalità e anche certamente garanzia e presidio di deontologia e quindi di attenzione a un rispetto delle norme che vuol dire rispettare quelli che sono i diritti dei cittadini e l'affidamento fiduciario dei cittadini nei professionisti".
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