Rimosso un tumore ovarico di 15 chili con paziente sveglia

Un tumore alle ovaie di 15 chili è stato rimosso su una paziente sveglia. L’intervento chirurgico è avvenuto nel reparto Ginecologia e Ostetricia dell'Ospedale Maggiore della Carità di Novara. L'operazione è stata eseguita dall’équipe di ginecologi guidata dalla professoressa Daniela Surico utilizzando una tecnica innovativa che ha permesso di mantenere la paziente sveglia per tutta la durata della procedura.

La doppia sfida

La sfida era doppia: eliminare la massa gigante dopo aver affrontato la tromboembolia della paziente, una donna di 66 anni. Si era presentata nella struttura piemontese circa cinque settimane prima, con un massiccio incremento del volume addominale. La tac ha rivelato la presenza di una tumefazione ovarica solido-cistica di circa 40 centimetri. La massa occupava interamente la cavità addominale, comprimendo gli organi interni e i grandi vasi sanguigni come la vena cava inferiore.

A causa di questo effetto compressivo, la donna ha avuto una tromboembolia polmonare che rendeva impossibile un intervento immediato. Si è quindi proceduto a curare la trombosi, monitorando la paziente per individuare la finestra temporale ideale per il passaggio in sala operatoria.

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L’anestesia

Si è scelta l’anestesia peridurale per evitare l'incoscienza risolta la complicanza trombotica anche perché un'anestesia generale avrebbe comunque comportato rischi gravi in quanto avrebbe accentuato la pressione della massa sui grandi vasi addominali. Gli anestesisti hanno messo a punto una strategia clinica d'avanguardia: operare la paziente da sveglia.

È stata addormentata solo la parte inferiore del corpo. I chirurghi hanno quindi proceduto con una tecnica minimamente invasiva: tramite un piccolo taglio hanno identificato la porzione liquida della formazione e l'hanno svuotata con un ago speciale, progettato per evitare la dispersione del liquido nell'addome. Una volta ridotto drasticamente il volume del tumore, i medici hanno ampliato l'incisione per asportare la massa in totale sicurezza.

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La paziente è rimasta vigile e cosciente per tutte le 3 ore dell'intervento, interagendo costantemente con l'équipe medica. Il decorso postoperatorio non ha presentato complicanze e la donna è tornata a casa dopo 8 giorni.

I tumori ovarici

I tumori ovarici colpiscono ogni anno oltre 5.400 donne in Italia (circa il 3% di tutte le neoplasie femminili) e sono la forma tumorale più letale.

Nell'80% dei casi la diagnosi è tardiva: l'assenza di test di screening di massa efficaci e la presenza di sintomi iniziali molto aspecifici (come gonfiore addominale persistente, sazietà precoce, stipsi e disturbi urinari) portano spesso a confondere la malattia con problemi gastroenterologici, ritardando l'intervento.