Rinunciano al viaggio in Nepal: “Paese devastato, abbiamo paura. Ma non vogliono rimborsarci i voli”. In ballo 35mila euro

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L’odissea di un gruppo di riminesi che doveva partire il 7 settembre con un viaggio organizzato L’agenzia: “Assurda la decisione della compagnia aerea”

Una drammatica immagine dell’alluvione in Nepal: le vittime accertate sono già quasi 600 (foto di Prabin Ranabhat - Afp)

Una drammatica immagine dell’alluvione in Nepal: le vittime accertate sono già quasi 600 (foto di Prabin Ranabhat - Afp)

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Rimini, 29 agosto 2026 – È un’Apocalisse. Una strage di proporzioni immani. Continua a salire di ora in ora il numero di morti e dispersi in Nepal e in Tibet, dopo la devastante alluvione di tre giorni fa, provocata dal crollo di un ghiacciaio. Il bilancio delle vittime accertate è già di quasi 600 morti, mentre sono 2mila i dispersi: tra loro ci sono anche degli italiani. Le immagini che arrivano dal Nepal sono terrificanti: si continua a scavare nel fango e tra le macerie, nella speranza di salvare altre vite.

Il viaggio dei sogni e l’incubo 

Davanti a quelle immagini di orrore, un gruppo di riminesi che aveva prenotato – da alcuni mesi – un viaggio organizzato tra il Nepal e il Tibet, ha giustamente deciso di rinunciare. “Come si può pensare di andare in vacanza in un paese devastato, con il rischo di intralciare la macchina dei soccorsi?”, spiegano alcuni di loro. Il problema è che la compagnia aerea che aveva venduto loro i biglietti, si rifiuta di rimborsarli o di spostare in altre date il viaggio. “Una situazione paradossale”, dicono dall’agenzia viaggi Ariminum travel, che aveva organizzato il viaggio. Avrebbe dovuto essere un’esperienza indimenticabile. “Un viaggio tra Nepal e Tibet, dalle antiche città della valle di Kathmandu fino alla mistica Lhasa. Uno spettacolare itinerari tra monasteri buddhisti, laghi sacri e gli straordinari panorami sull’Himalaya”, recitava l’annuncio del viaggio proposto da Ariminum. Poi è arrivata l’alluvione, e tutti i partecipanti hanno deciso, in accordo con l’agenzia, di rinunciare.

In 18, ma ora nessuno vuole partire

“Nessuno dei 18 partecipanti al viaggio vuole più partire – confermano dall’agenzia – sia per rispetto delle popolazioni colpite dall’alluvione, sia per la paura di trovarsi in zone che sono tuttora a rischio”. Per questo Ariminum ha contattato immediatamente la compagnia aerea, per annullare i biglietti dei voli. “Ma dalla compagnia si stanno rifiutando di rimborsare i biglietti o posticipare le date. Continuano a dirci che il viaggio si può fare, ma non è affatto così. Per andare dal Nepal al Tibet bisognerebbe prendere un altro aereo, perché alcuni dei varchi al confine sono chiusi mentre altri servono ai soccorritori. Ma non ci risultano posti disponibili sugli aerei: sono già tutti impegnati per l’emergenza”. E in ogni caso “i 18 riminesi che il 7 settembre sarebbero dovuti partire, accompagnati da una nostra guida e guide locali, non hanno più alcuna intenzione di andare”.

Il costo del viaggio: 4mila euro a testa

Resta irrisolto il problema dei biglietti aerei. Il viaggio in Nepal e Tibet organizzato da Ariminum costava 4mila euro a testa, e sulla spesa incideva soprattutto il costo dei voli. “Stiamo parlando complessivamente di 35mila euro di biglietti aerei – dicono ancora da Ariminum – Non capiamo perché la compagnia non intenda rimborsare o posticipare i biglietti. In fondo sarebbe la decisione più giusta e più saggia, per tutti”. L’unica certezza, per ora, è che “il gruppo non partirà per il viaggio. Nessuno dei partecipanti se la sente”. Impossibile dar loro torto.

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