Rissa a coltellate a Darfo: due giovani condannati a quasi nove anni per tentato omicidio

Il giudice ha riconosciuto la contestazione del pm. I fatti risalgono al 15 febbraio, giorno di San Fustino, patrono di Brescia

Rissa a coltellate Tentato omicidio: maxi condanne Otto anni e dieci mesi ai due giovani imputati Il giudice ha riconosciuto la contestazione del pm

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Darfo (Brescia), 29 luglio 2026 – Due condanne a otto anni e dieci mesi di reclusione. Si è concluso così nei giorni scorsi il processo in abbreviato nei confronti di due tunisini - 22 e 27 anni - finiti in manette ad opera dei carabinieri con l’accusa di tentato omicidio.

I fatti

L’episodio di cui erano imputati risale alla sera del 15 febbraio, giorno di San Faustino, patrono di Brescia. Stando alla ricostruzione dei militari della compagnia di Breno e della pm Marica Brucci, che riuscirono a intercettare in Rete un video girato da un testimone, quella sera in pieno centro andò in scena il finimondo: una rissa con spranghe, bastoni, cinghie e coltelli scatenata da un gruppo di tunisini intervenuti a supporto di un connazionale che si era preso un pugno da un giovane colombiano per aver fatto apprezzamenti sgraditi alla sua fidanzata.

Il sudamericano avrebbe ricevuto una telefonata dalla compagna, che lamentava di essere stata importunata. Il ragazzo lo ha affrontato, sferrandogli un pugno e scatenando una spedizione punitiva da parte degli amici del molestatore.

Rissa tra due gruppi etnici

Una questione a due si è trasformata in una rissa di vaste proporzioni con numerose persone coinvolte. Sulla scena sono comparsi amici e conoscenti di entrambe le fazioni, armati di oggetti di ogni tipo, che se le sono date senza risparmio. In mano ai sostenitori del nordafricano è comparso anche un coltello, piantato più volte addosso al colombiano. Il giovane è stato ferito al torace e alle gambe. È un miracolo che si sia salvato, avendogli la lama sfiorato un polmone.

L’indagine

L’indagine ha portato all’identificazione dei presunti autori del tentato omicidio, ora condannati appunto a 8 anni e 10 mesi. Nella vicenda erano coinvolti più ragazzi, che non è stato possibile identificare. ln fase di inchiesta il Riesame, pur mantenendo la misura cautelare per i due condannati, aveva riqualificato i fatti in rissa. Ma il gup ha riconosciuto la contestazione del tentato omicidio. A processo la parte offesa - per lesioni - prosciolta per ritiro della querela. Altri due, che rispondevano di tentato omicidio in concorso, sono stati assolti: mancherebbe la prova di una loro consapevolezza dell’utilizzo del coltello da parte dei coimputati.

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