Patti Smith sul palco del Castello Sforzesco con il figlio. “Solo gli affetti vincono le assenze”

Milano, 29 luglio 2026 – Sulla soglia di quegli ottant’anni in arrivo il 30 dicembre, Patti Smith torna stasera al Castello Sforzesco sotto una luce nuova. Quella accesa sulla sua carriera dal memoir “Il pane degli angeli”. Perché “l’artista cerca l’infinito, eppure crea sulla terra, tentando di cogliere un barlume della coscienza di Dio, per poi tornare a creare cose materiali”, ammette lei nel volume, spingendo in una relazione di trascendenza quella multiforme personalità artistica.

Il repertorio

Carriera che sintetizza stasera al Cortile delle Armi in inni generazionali come quella “People have the power” scritta a fine anni ’80 col marito Fred “Sonic” Smith per la campagna presidenziale di Jesse Jackson, leader del movimento per i diritti civili di Chicago scomparso 5 mesi fa, ma anche “Dancing barefoot”, “Redondo beach” e, naturalmente, quella “Because the night” composta e poi accantonata da Bruce Springsteen su cui mise le mani grazie all’ingegnere del suono Jimmy Iovine, che la spinse ad ascoltare quel provino lasciatogli dal Boss su una cassetta.

“Finito il testo, capii immediatamente di avere tra le mani una hit” ricorda. Nel repertorio dello spettacolo c’è pure lo spazio per un omaggio a George Harrison con la sua “Isn’t it a pity”.

Per la Sacerdotessa del rock Milano è il Manzoni, l’Alcatraz, il Dal Verme, il Nazionale, la basilica di San Vittore, l’Arena Civica, il Parenti, il Padiglione Visconti, l’Idroscalo, il Carroponte, Villa Arconati e tutti gli altri palcoscenici frequentati nei decenni. Luoghi di condivisione, d’impegno, ma anche di riconoscenza per averla aiutata a guardare avanti.

Il dolore e la gratitudine

“Un carissimo amico come Robert Mapplethorpe se n’è andato a 42 anni, il mio pianista Richard Sohl addirittura a 37, mio marito a 45, mio fratello Tod a 44 o 42, non ricordo bene, erano tutti così giovani e il dolore è stato immenso, ma ho trovato il modo per affrontarlo: la gratitudine”, ricorda nelle interviste Patricia-Patti, affiancata in scena da Tony Shanahan al basso, Seb Rochford alla batteria e il figlio Jackson alla chitarra, incrociando il sentimento che l’ha scritta a scrivere “Il pane degli angeli”.

Confessioni d’autore

“Col tempo ho capito che dolore e gratitudine non sono sensazioni opposte, ma possono convivere, perché il dolore nasce anche dalla fortuna di aver amato profondamente.

Ho iniziato a pensare al privilegio di aver potuto condividere la musica con persone straordinarie, di aver avuto dei figli con mio marito, di aver avuto un fratello che è stato il mio punto di riferimento e il mio sostenitore più grande, ma anche dei genitori che m’hanno dato tanto. Un mondo d’affetti che continua a vivere, a crescere, a vincere l’assenza. Così oggi, quando ricordo mio fratello - pensiero che un tempo mi faceva solo piangere - spesso mi scopro a sorridere. Era una persona straordinaria, il mio cavaliere sulla strada della vita, colui che m’ha protetta e accompagnata fin dall’infanzia".

Ho imparato che la gratitudine autentica non è un modo per cancellare il dolore, ma per trasformarlo

"Ho imparato che la gratitudine autentica non è un modo per cancellare il dolore, ma per trasformarlo. E a questa consapevolezza hanno contribuito anche tutti coloro che m’hanno ispirata, che m’hanno insegnato qualcosa o che m’hanno sostenuta nei momenti più difficili: la mia insegnante d’arte del liceo, il mio mentore William Burroughs, ma anche Susan Sontag, Sam Shepard, o Michael Stipe, amico prezioso dopo il trauma devastante della perdita di Fred. E poi ci pensa la vita a riservarci sorprese capaci di cambiare in continuazione la percezione che abbiamo di noi stessi".

A settant’anni, ad esempio, ho scoperto di avere due padri. Non riuscivo a crederlo

A settant’anni, ad esempio, ho scoperto di avere due padri. Non riuscivo a crederlo. Ho amato profondamente quello che m’ha cresciuta, l’uomo che è stato davvero il mio genitore giorno dopo giorno, ma ho dovuto riconoscere che pure quello biologico fa parte della mia storia, delle mie radici, della persona che sono diventata. Aveva origini ebraiche. E la cosa surreale è che, per la mia ferma opposizione alle politiche del governo israeliano, mi sia sentita perfino dare dell’antisemita. Ma così va il mondo”.