Roberto Comelli accoltellato e ucciso, la lite durante il party di Capodanno: in carcere il killer Matias Pascual

Si sono aperte le porte del carcere per Matias Pascual, il 21enne di origini argentine responsabile dell'omicidio di Roberto Comelli, ucciso a 42 anni con un fendente al petto all'esterno di un party di Capodanno. I carabinieri lo hanno prelevato dalla sua abitazione a Prevalle, nel Bresciano, in esecuzione dell'ordine di carcerazione emesso dalla Procura di Brescia dopo che la condanna è diventata definitiva. Il giovane, che finora si trovava agli arresti domiciliari, dovrà scontare una pena residua di 9 anni, 5 mesi e 13 giorni di reclusione.

La tragica notte di Capodanno 

I fatti risalgono alle prime ore del primo gennaio 2025 e si svolgono all'esterno della sala civica di Provaglio d'Iseo, un comune della Franciacorta. All'interno della struttura un gruppo di giovani stava festeggiando il nuovo anno con un party privato.

Attorno alle 5 del mattino, Roberto Comelli si era presentato all'esterno del locale tentando a più riprese di accedere alla festa. Nonostante fosse stato allontanato dai ragazzi - poiché non figurava tra gli invitati - il 42enne era tornato sui suoi passi, dando vita a un concitato diverbio sfociato poi in una colluttazione con alcuni presenti.

In quel frangente Pascual, all'epoca diciannovenne, era intervenuto estraendo un coltello da cucina portato con sé e colpendo Comelli al petto.

Il fendente, sferrato a bruciapelo, si è rivelato fatale: l'uomo si è accasciato a terra ed è deceduto poco dopo a causa delle gravi lesioni riportate.

Le indagini e la condanna definitiva

Gli accertamenti condotti nell'immediato dai carabinieri avevano permesso di ricostruire la dinamica degli eventi in poche ore, portando all'identificazione del giovane e al suo arresto.

Nell'aprile successivo si era concluso il processo di primo grado: il Tribunale di Brescia, al termine del giudizio abbreviato (il rito che prevede lo sconto di un terzo della pena), aveva condannato Pascual a 14 anni di reclusione per omicidio volontario. In attesa del termine dell'iter giudiziario, al giovane erano stati concessi gli arresti domiciliari.

Ora che la sentenza è diventata irrevocabile, con il calcolo della pena residua da espiare (detratto il periodo di custodia cautelare già scontato), la Procura ne ha disposto il definitivo trasferimento nel carcere di Brescia.


Ultimo aggiornamento: mercoledì 7 ottobre 2026, 12:45

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