La sua attività cerebrale si sblocca soltanto dopo le nove di sera e il segnale per andare a dormire è il rumore del camion del vetro verso le cinque del mattino. È da questo ritmo biologico al contrario che prende vita l'universo di Sergio Conforti, in arte Rocco Tanica, tastierista e mente irriverente di Elio e le Storie Tese. Un'avventura nata nel 1979 dall'incontro a casa con Elio, compagno di scuola del fratello, e costruita su un'idea d'arte tanto caotica quanto rigorosa, dove nulla di ciò che fa ridere viene mai buttato via.
Scompaginare il Festival
Dai tour giovanili con Roberto Vecchioni fino al leggendario Sanremo del 1996, la band ha stravolto le regole del pop italiano portando una sana dose di anarchia in un ambiente spesso troppo austero. «I nostri colleghi cantanti si prendevano straordinariamente sul serio mentre noi ce ne fottavamo: loro arrivavano in limousine con le guardie del corpo, noi truccati da Rockets in Vespa tra lo sconcerto della sicurezza», ricorda rievocando la celebre esibizione de «La terra dei cachi».
Le ferite e il buio
Ma dietro la maschera del comico e la sequenza infinita di pseudonimi nati per caso si nascondono anche ferite profonde. La perdita improvvisa dell'amico e compagno di musica Feiez nel 1998 e lo stress accumulato nel 2013 per gli arrangiamenti della «Canzone Mononota» portano Sergio al crollo psicologico, costringendolo a mesi di isolamento a letto nella sua vecchia cameretta tra allucinazioni e lamenti continui.
Ripartire dall'AI
Ne è uscito con l'aiuto della terapia e con una nuova consapevolezza sul proprio ruolo: «Pensavo di avere il mondo sulle spalle e che senza di me la storia del gruppo sarebbe finita in tragedia, poi ho capito che i cimiteri sono pieni di gente indispensabile ed è stato un sollievo accorgermi che tutto funzionava benissimo anche senza di me».
Oggi che la fase strettamente compositiva con la band si è conclusa in modo naturale, Conforti ha trovato un nuovo stimolo nella creatività legata all'intelligenza artificiale generativa tra mostre d'arte e conferenze, senza mai recidere il filo che lo lega ai compagni di una vita. Un percorso umano e artistico riassunto alla perfezione dalla battuta con cui Elio lo riaccolse sul palco dopo i mesi bui della depressione: «Ecco a voi il Syd Barrett vivo di Elio e le Storie Tese».Ultimo aggiornamento: martedì 13 ottobre 2026, 20:26
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