Quello arrivato al Commissario Stadi è un parere che pesa. È quello che, di fatto, mette la parola fine al presunto bosco delle fate di Pietralata. Ed era uno degli ultimi ostacoli sulla strada del via libera finale allo stadio della Roma.
Il documento in questione è il parere della Direzione regionale Urbanistica. Partiamo dalla parte succosa, l’ultimo passaggio: «questa Direzione regionale, non dovendo rilevare ulteriori criticità di competenza nell’ambito della valutazione d’impatto ambientale, esprime il proprio assenso al Pfte in oggetto». Traduciamo: non essendoci problemi, il parere è positivo al progetto definitivo dello stadio.
Vediamo, ora, la questione del come ci si arriva al parere positivo e degli aspetti legati all’area boscata. Primo passaggio: «si rileva che l’ambito d’intervento non risulta paesaggisticamente vincolato», quindi non esistono vincoli che gravano sul quadrante Pietralata.
Nello specifico, l’Urbanistica regionale scrive di aver chiesto, nella «verifica di assoggettabilità a valutazione ambientale strategica (la Vas che serve a valutare l’impatto dello stadio su tutti gli aspetti ambientali e di vivibilità in un’area più ampia di quella del solo stadio, ndr)» al Comune di certificare la «eventuale perimetrazione del vincolo paesaggistico».
Dopo di che, si legge: «La valenza forestale è stata accertata ai fini della compensazione del taglio boschivo» e «il progetto del verde prevede di compensare il bosco individuato su aree non a destinazione di verde pubblico con un bosco con le stesse caratteristiche nell’area naturale protetta individuata dal Comune». Insomma, così come già anticipato in passato dall’assessore all’Urbanistica del Campidoglio, Maurizio Veloccia, la Roma ha presentato un progetto che prevede sufficienti compensazioni per gli alberi che dovessero essere abbattuti tanto per quanto riguarda gli scavi archeologici che per la realizzazione dello stadio in sé. Compensazioni che avverranno «nel parco regionale urbano di Aguzzano» e «nell’area Pietralata, in particolare parco Amoretti». Aggiunge la Regione che le aree boscate individuate «sono trasformabili solo se applicabile la deroga prevista dalle norme in virtù dell’interesse pubblico dell’intervento e dell’interesse strategico nazionale».
Un paio di giorni fa, il tribunale civile di Roma ha condannato uno dei residenti di Pietralata che aveva chiesto di vedersi riconosciuta la proprietà delle aree dove viveva al pagamento di un risarcimento a favore del Comune (e spese varie) per l’occupazione abusiva per oltre 313 mila euro. Ora, arriva un secondo colpo diretto a tutta quella varia galassia che si oppone al progetto giallorosso.
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