Rumori fastidiosi dalla strada: in Lombardia crescono gli esposti ma i controlli latitano

Milano, 22 settembre 2026 – Più esposti presentati dai cittadini, meno controlli sul rumore, mentre i piani di zonizzazione acustica hanno più di dieci anni in nove capoluoghi lombardi su dodici. Questo il quadro che emerge dal Rapporto Ambient Urbano 2026 dell’Istat, indagine statistica annuale che analizza la sostenibilità ambientale e la qualità della vita nei Comuni capoluogo di provincia e città metropolitana in Italia.

Secondo il più recente rapporto dell’Agenzia europea dell’ambiente, sono 125 milioni le persone che, in Europa, sono esposte a livelli di rumore derivato dal traffico su strada sopra i 55 dB Lden (soglia di rumore ambientale stabilita dall’Unione Europea per monitorare l’inquinamento acustico nelle città): si tratta di un cittadino europeo su 4, con 20 milioni di cittadini infastiditi dal rumore ambientale, 8 milioni che soffrono di disturbi del sonno per rumore ambientale, 43mila ricoveri in ospedale, 10mila morti premature per ipertensione e malattie cardiovascolari causate da inquinamento acustico.

In Lombardia

In Lombardia, il rapporto Istat fotografa una situazione in cui, in due anni, sono aumentati gli esposti dei cittadini per motivi legati a rumore, da 368 nel 2022 a 375 nel 2024. Milano resta in testa per numero assoluto, pur scendendo da 242 a 221 segnalazioni.

Gli aumenti più consistenti si registrano, però, a Bergamo, da 18 a 30, Brescia, da 25 a 35, Lecco, da 10 a 17, e Monza, da 13 a 17. In rapporto alla popolazione, è Lecco a mostrare il valore più elevato, con 36 esposti ogni 100mila abitanti, davanti a Mantova (32,4), Como (25,2) e Bergamo (24,9). Alla crescita delle segnalazioni non corrisponde un aumento dei controlli, trend che la Lombardia condivide con il resto d’Italia.

Gli accertamenti

Nello stesso periodo gli accertamenti sono diminuiti da 257 a 161: a Milano sono passati da 160 a 111, a Bergamo da 64 a 11. Di conseguenza, sono calati anche i numeri dei superamenti dei limiti, da 105 a 85. Nonostante i piccoli numeri la quota di irregolarità resta alta: cinque superamenti su cinque controlli a Lodi, tre su quattro a Cremona, due su tre a Varese e 64 su 111 a Milano.

Rispetto al 2022, nel 2024 i controlli, e di conseguenza anche i superamenti, si sono concentrati per lo più sulle attività commerciali e di servizio e, in misura minore sui cantieri e le manifestazioni.

A Milano 80 controlli su 111 riguardano attività commerciali (con 51 dei 64 accertamenti irregolari). A Brescia, dove i controlli sono stati quattro, i 2 casi di superamento hanno riguardato attività commerciali.

Un appunto l’Istat lo fa sui piani di zonizzazione acustica, lo strumento con cui il territorio comunale viene suddiviso in aree alle quali corrispondono differenti limiti di rumore. Tra i capoluoghi lombardi, Bergamo e Milano hanno approvato o aggiornato il piano nel 2024, Como lo ha fatto nel 2017, mentre in tutti gli altri il documento è stato approvato più di dieci anni fa.