Nessuno spostamento per Amedeo Pierucci e Aldo Marinelli. "Un grazie al Carlino". Lo stop ha un tempo indefinito, congelato intanto l’arrivo dei religiosi congolesi. Determinante anche la raccolta firme, superate le mille sottoscrizioni in poco tempo.

Sopra, il pezzo del Carlino che ha dato inizio a tutto. Sotto, il frate Armando Pierucci

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"Grazie al Carlino per quello che ha fatto per San Giovanni", dice padre Armando Pierucci. Il Bob Marley dei frati ieri mattina girava dentro la ‘sua’ chiesa in attesa di dire messa. Sorriso ampio di un uomo felice. Perché? Perché il ministro dei frati minori di Jesi ha ‘congelato’ la provincia congolese. Nella sostanza nessuno dei frati si muove da San Giovanni. "L’ arcivescovo ci ha detto che è stato tutto rinviato nel tempo. Un anno? Due anni? Forse anche tre e forse, speriamo, per sempre. Fra l’altro i due frati congolesi che dovevano arrivare a Pesaro sono ancora fermi nel paese africano. Che tutto per il momento è fermo me lo ha confermato don Salvucci che ho incontrato ai funerali dei due parroci, don Roberto Sarti e don Germano Montesi continua padre Armando Pierucci che con il suo organo è diventato centrale anche per il conservatorio Rossini dove padre Armando insegnava musica sacra così a Pesaro, così a Gerusalemme.
Con l’arcivescovo Salvucci ad Assisi, dalla curia don Marco Di Giorgio è molto vago su questa vicenda: "Ho saputo anch’ io perché me lo hanno detto i frati di San Giovanni. Ma con l’arcivescovo non ho parlato". Chi entra nei particolari della storia è Marisa Marchionni una delle più attive della comunità e che tutti i giorni arriva dalle 5 Torri in centro per aiutare i frati e seguire l’andamento della chiesa e del convento ed anche l’anziana perpetua. "La prima cosa da dire è grazie al lavoro che ha fatto il giornale perché la mobilitazione è stata altissima e sono state raccolte oltre mille firme. Si è mosso anche il personale dell’ospedale perché padre Aldo Marinelli andava a dir messa al San Salvatore. Una vicenda che ha coinvolto tantissime persone anche fuori dal centro storico".
Poi Marisa Marchionni, che segue come un’ombra padre Marinelli, aggiunge: "Abbiamo anche saputo che il ministro dei frati francescani è arrivato nei giorni scorsi in città. Prima ha incontrato l’arcivescovo e quindi si è recato in visita a San Giovanni dove ha parlato con tutti. Anzi padre Marinelli ha anche aggiunto, visto che padre Lorenzo è malato, che lui non si muove dal convento finché ci sono loro. Alle cure ci pensiamo noi. Insomma tutto congelato e pensare che Aldo Marinelli quando è andato al convento di Ostra Vetere gli venne detto che il suo trasferimento era stato fissato per il 15 di settembre. Non si è capito se i due frati congolesi quando arriveranno e se arriveranno, saranno destinati a San Giovanni. Ma sicuramente nessuno si muove da qui".
Parte attiva in questa vicenda l’ha avuta anche la consigliera comunale Giulia Marchionni. "Occorre dire – dice – che quando i giornali portano alla luce di queste storie le cose cambiano. Il riscontro in città è stato altissimo e così la mobilitazione. E l’ effetto si è avuto perché la comunità di San Giovanni non viene dispersa. Un bene per la città, per la comunità per l’ospedale San Salvatore ed anche per il conservatorio perché il legame è stato sempre molto profondo. Un bene anche per la Caritas ed anche per gli scout, visto che viene ospitato il centro Agesci". Che il tutto si stia schiudendo come nella favole, con il classico ".. e vissero tutti felici e contenti", lo aggiunge l’ ombra di padre Marinelli: "Sta già pensando, il priore, che è un artista, ad alcuni lavori che bisogna fare in chiesa. Lui scolpisce, dipinge anche le vetrate, e sta anche pensando al salvataggio degli affreschi del chiostro fatti nel dopoguerra da Enzo Bonetti. Hanno già stanziato i soldi…". San Giovanni è del Comune che l’ha ceduta in comodato d’ uso gratuito ai francescani fino al 2033.
m. g.
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