L'ospedale San Raffaele "esprime
profondo rammarico per quanto accaduto e, fin dal momento in cui
l'evento è stato rilevato, ha attivato tutte le procedure
previste per accertarne con precisione le circostanze, tutelare
le persone coinvolte e verificare ogni fase del processo". Lo
afferma, in una nota, l'ospedale in relazione all'errato
impianto di un embrione avvenuto il 23 luglio scorso al
laboratorio di Procreazione medicalmente assistita, la cui
attività è stata sospesa.
"Gli elementi disponibili indicano che l'episodio è già stato
riconosciuto come conseguente a un errore umano verificatosi
nell'ambito dell'applicazione di tali procedure. Un evento di
questa natura viene considerato con la massima serietà. Per
questo motivo, immediatamente dopo la sua rilevazione sono state
avviate le verifiche interne e sono stati coinvolti gli
organismi e le autorità competenti - si legge nel comunicato -.
In collaborazione con Ats e Centro nazionale trapianti già due
settimane fa sono state avviate le opportune ispezioni,
valutazioni e sono già state attuate tutte le misure correttive
utili a prevenire il ripetersi di episodi analoghi. Tale rischio
è riportato in letteratura come 1 caso ogni 10.000-12.000 cicli
di Pma e le analisi attualmente in corso sono finalizzate anche
a valutare e introdurre ogni ulteriore misura necessaria a
rafforzare le procedure di identificazione, controllo e
tracciabilità lungo l'intero percorso".
"L'ospedale - si legge ancora - sta garantendo alle coppie
direttamente coinvolte la massima assistenza e disponibilità,
nel pieno rispetto della loro riservatezza, e continuerà a
fornire loro tutte le informazioni necessarie con trasparenza e
tempestività, come già fatto durante gli incontri avvenuti nei
giorni scorsi" e "continuerà a collaborare con le autorità
competenti e a fornire gli aggiornamenti opportuni, nel rispetto
della privacy delle coppie coinvolte e delle verifiche in
corso".
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