Redazione 08 agosto 2026 13:16
Un drone è esploso in territorio bulgaro a poca distanza dal confine con la Romania e da una delle infrastrutture energetiche più importanti dell’Europa sudorientale. L’episodio è avvenuto l’8 agosto 2026 nella zona di Kardam, nel Nord-Est della Bulgaria, vicino al Mar Nero. Non ci sono vittime né danni alle infrastrutture, ma la vicinanza al gasdotto Transbalcanico rende l’accaduto particolarmente delicato.
Il primo ministro bulgaro Rumen Radev ha riferito che il drone è caduto ed è esploso circa cento metri all’interno del territorio nazionale, in un campo di girasoli, a circa un chilometro dalla stazione di compressione collegata al sistema del Transbalcanico.
Le autorità bulgare stanno esaminando i resti del velivolo. Al momento non è stata resa nota la sua origine e non ci sono elementi pubblici sufficienti per attribuirlo alla Russia, all’Ucraina o ad altri soggetti.
Il drone arrivava dalla Romania?
Secondo la ricostruzione fornita dalle autorità bulgare, il drone proveniva dalla direzione della Romania. Il velivolo non identificato non sarebbe comparso sui sistemi radar romeni e bulgari né sarebbe stato individuato dai sistemi Nato che sorvegliano l’area a due passi da Negru Vodă, uno dei punti attraverso i quali le reti del gas di Romania e Bulgaria sono collegate.
Il punto come detto è particolarmente delicato per via del gasdotto Transbalcanico, un'infrastruttura costruita per trasportare gas sovietico verso i Balcani tramite Ucraina, Moldova, Romania, Bulgaria e infine Turchia con collegamenti anche verso Grecia e Macedonia del Nord.
In Romania una delle principali direttrici attraversa il Paese da Isaccea, vicino al confine ucraino, fino a Negru Vodă. Da qui le condotte passano il confine entrando in Bulgaria proprio nella zona di Kardam, dove è avvenuta l’esplosione del drone. Per decenni questo corridoio è stato una delle principali porte attraverso le quali il gas russo raggiungeva Turchia e Balcani.
Ora che gli equilibri energetici europei sono però cambiati profondamente, anche grazie alla costruzione del TurkStream, che porta direttamente il gas russo dalla Russia alla Turchia attraversando il Mar Nero, una parte importante del vecchio Transbalcanico ha perso la sua funzione originaria.
Le reti sono state quindi progressivamente adeguate per permettere al gas di viaggiare anche in senso inverso restituenda all'infrastruttura un'importanza strategica dopo l'invasione russa dell'Ucraina e la progressiva riduzione della dipendenza europea dal gas russo.
Attraverso la rete dei Balcani possono infatti risalire verso nord forniture provenienti da diverse fonti: gas azero, gas naturale liquefatto arrivato ai terminali della Grecia, forniture immesse attraverso la Turchia e, in prospettiva, una quantità crescente di gas estratto nel Mar Nero.
Perché il Transbalcanico è importante per l'Ucraina
La posizione dell'Ucraina nel mercato europeo del gas è cambiata drasticamente negli ultimi anni. Per decenni Kiev è stata soprattutto il grande Paese di transito utilizzato dalla Russia per portare il proprio gas nell'Unione europea. Con la riduzione e poi l'interruzione di gran parte di questi flussi, l'Ucraina ha invece avuto bisogno di rafforzare le rotte attraverso le quali può importare gas dall'Europa. Il Transbalcanico offre una di queste alternative.
Nel 2025 l'Ucraina ha utilizzato il corridoio anche per importare per la prima volta gas proveniente dall'Azerbaigian, attraverso una rotta che attraversa Bulgaria e Romania prima di raggiungere il territorio ucraino.
L'esplosione a un chilometro dalla stazione del gas
È questo a rendere significativa la posizione in cui è caduto il drone. Kardam non è soltanto un piccolo centro di frontiera tra Bulgaria e Romania. È uno dei punti nevralgici del sistema energetico che collega le reti dei due Paesi e, attraverso di esse, il Mar Nero e i Balcani con Moldova e Ucraina.
Secondo le informazioni comunicate dal governo bulgaro, il drone è esploso a circa un chilometro dalla stazione di compressione del Transbalcanico. Non risultano danni alla struttura e non esistono, allo stato attuale, elementi che permettano di sostenere che il gasdotto fosse l'obiettivo del velivolo.
La coincidenza geografica resta però rilevante: l'incidente è avvenuto accanto a un'infrastruttura che, nata per portare il gas russo verso la Turchia, è diventata una delle possibili rotte energetiche alternative attraverso le quali l'Ucraina può ricevere forniture dall'Europa sudorientale.