San Siro, 100 anni e poi il futuro: le tappe del nuovo stadio con obiettivo EURO 2032 | Calcio e Finanza

Sab, 19 Set 2026

Il Meazza fu inaugurato il 19 settembre 1926 con un derby tra Milan e Inter. Un secolo più tardi i due club lavorano al nuovo impianto: render atteso in autunno, iter autorizzativo da completare nel 2027 e poi il via ai lavori.

Di

Marco Sacchi

Nuovo San Siro tempistiche

Cento anni esatti. Era il 19 settembre 1926 quando San Siro apriva per la prima volta le porte al pubblico, con un derby amichevole tra Inter e Milan terminato 6-3 per i nerazzurri. L’impianto, voluto dall’allora presidente rossonero Piero Pirelli e progettato dall’ingegnere Alberto Cugini e dall’architetto Ulisse Stacchini, era stato realizzato in appena 13 mesi e poteva ospitare circa 35mila spettatori.

Un secolo più tardi il Giuseppe Meazza è diventato uno degli stadi più riconoscibili al mondo, dopo ampliamenti, trasformazioni e grandi appuntamenti internazionali. Ma proprio nel giorno del centenario il futuro dell’area di San Siro guarda ormai soprattutto al nuovo impianto che Inter e Milan intendono costruire a poche centinaia di metri da quello attuale.

Il passaggio decisivo è arrivato il 5 novembre 2025, quando i due club, attraverso Stadio San Siro S.p.A., hanno acquistato dal Comune di Milano il Meazza e le aree circostanti per 197 milioni di euro. Da quel momento è partito formalmente il percorso che dovrà portare alla costruzione della nuova casa delle due società e, successivamente, alla demolizione parziale e alla rifunzionalizzazione dell’attuale stadio.

Nuovo San Siro, il progetto verso il render

Qualcosa intorno al Meazza ha già iniziato a cambiare. Nei mesi scorsi è stata abbattuta la storica biglietteria sud e sono stati effettuati alcuni interventi sul perimetro dell’impianto, anche in previsione del futuro cantiere. Per alcuni anni, infatti, il vecchio e il nuovo San Siro dovranno convivere fianco a fianco: il Meazza continuerà a ospitare Milan e Inter mentre verrà realizzata la nuova arena.

Il progetto architettonico è stato affidato agli studi Foster + Partners e Manica, mentre la presentazione pubblica del render è attesa indicativamente entro la fine di ottobre 2026. L’impianto avrà una capienza prevista di circa 71.500 spettatori, con oltre 13mila posti premium. Sul piano economico, la relazione di fattibilità depositata dai club attribuisce al nuovo stadio, una volta completato, un valore stimato di 2,149 miliardi di euro. Il progetto complessivo non si limiterà però all’arena: sull’area oggi occupata dal Meazza sono previste successivamente funzioni commerciali, ricettive e direzionali, oltre a un’importante componente di verde.

A che punto è l’iter per il nuovo San Siro

Rispetto al cronoprogramma elaborato nel 2025, secondo quanto appreso da Calcio e Finanza alcune scadenze hanno registrato piccoli slittamenti, senza tuttavia modificare per il momento l’impostazione complessiva dell’operazione.

Il 16 marzo 2026 Stadio San Siro S.p.A. ha presentato la proposta di Piano Attuativo e pochi giorni più tardi il Comune ha avviato la procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS). Il percorso urbanistico divide l’operazione in due grandi stralci: il primo riguarda il nuovo tunnel Patroclo, la costruzione del nuovo stadio e la successiva demolizione parziale del Meazza; il secondo comprende invece la rifunzionalizzazione della porzione conservata del vecchio impianto e lo sviluppo delle altre funzioni previste nell’area.

Il Rapporto ambientale VAS è stato depositato nelle ultime settimane e rappresenta uno dei passaggi necessari per arrivare all’approvazione del Piano Attuativo da parte del Comune. Una volta ottenuto il parere finale sulla VAS, toccherà alla Regione Lombardia valutare il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica dello stralcio 1, attraverso la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale e la Conferenza di servizi decisoria prevista dalla Legge Stadi.

Comune e Regione hanno sottoscritto un accordo con l’obiettivo di chiudere tutte le procedure autorizzative entro l’estate del 2027, comunque entro 560 giorni dalla presentazione del Piano Attuativo. Il traguardo dichiarato resta quello di poter dare il via alla costruzione del nuovo impianto nella seconda metà del 2027.

Dal via ai lavori al nuovo stadio

Il cronoprogramma originario analizzato da Calcio e Finanza alla fine del 2025 prevedeva la mobilizzazione del cantiere tra la primavera e l’autunno del 2027 e l’avvio vero e proprio della costruzione dello stadio nell’ottobre 2027. La realizzazione dell’arena era stimata in circa 36 mesi, fino all’autunno 2030, seguita dalla fase dei collaudi, con una prima ipotesi di inaugurazione fissata a dicembre 2030.

Quella tabella di marcia resta utile come riferimento, ma le tempistiche vanno oggi considerate con maggiore elasticità. Lo slittamento di alcuni passaggi amministrativi ha spostato in avanti alcune scadenze e l’obiettivo sostanziale, secondo quanto si apprende, è diventato quello di avere il nuovo impianto completato e pienamente operativo in tempo per EURO 2032.

EURO 2032, la corsa contro il tempo

Ed è proprio l’Europeo organizzato congiuntamente da Italia e Turchia a rendere particolarmente stringente il calendario. Milano è tra le città coinvolte nel processo di selezione italiano e la FIGC deve indicare alla UEFA entro il 1° ottobre 2026 le sedi italiane eleggibili per il torneo, senza possibilità di slittamento, come svelato da Calcio e Finanza nei giorni scorsi. La scelta definitiva delle dieci venue complessive, cinque per ciascun Paese, è prevista nell’autunno 2026.

Per Inter e Milan, dunque, diventa essenziale evitare nuovi ritardi sostanziali. L’obiettivo è arrivare alla seconda metà del 2027 con il quadro autorizzativo chiuso e il cantiere in condizione di partire, lasciando poi diversi anni per completare l’opera prima dell’Europeo.

Soltanto quando il nuovo stadio sarà disponibile entrerà nel vivo la trasformazione del vecchio San Siro. Il cronoprogramma del 2025 collocava la demolizione parziale del Meazza tra aprile 2031 e maggio 2032, ma anche queste date potranno essere riposizionate in funzione dell’effettivo completamento della nuova arena. Il progetto non prevede infatti la cancellazione totale dell’impianto storico. Secondo gli ultimi scenari contenuti nella documentazione VAS, verrebbe conservata una porzione dei settori blu e arancio e dell’angolo che li collega, mentre gran parte dell’impronta oggi occupata dallo stadio sarebbe destinata al nuovo comparto urbano.

Il cronoprogramma originario prevedeva poi una seconda fase di lavori, dedicata proprio alla rifunzionalizzazione della parte superstite del Meazza e alla realizzazione del comparto polifunzionale, con conclusione dell’intera trasformazione dell’area indicativamente entro il 2035.

San Siro arriva così ai suoi 100 anni mentre il suo futuro è già cominciato. Nel 1926 bastarono 13 mesi per costruire lo stadio che sarebbe diventato la Scala del calcio. Un secolo dopo il percorso è inevitabilmente molto più complesso: prima le autorizzazioni, poi il cantiere, infine il trasferimento di Inter e Milan nella nuova casa. Con una data che domina su tutte le altre: 2032.