Non solo le terapie, per chi affronta un tumore anche il
percorso di supporto, composto da interventi psicologici,
riabilitativi, nutrizionali o comportamentali, deve essere
personalizzato. È da questa idea che nasce 'Prisma', un
programma di ricerca promosso dalla Fondazione per la Medicina
Personalizzata che coinvolgerà oltre 100 pazienti con neoplasia
solida nel prossimo anno. Il progetto viene presentato oggi a
Roma.
"Negli ultimi anni l'oncologia ha imparato a scegliere i
trattamenti sulla base delle caratteristiche molecolari del
singolo tumore", sottolinea Paolo Marchetti, presidente della
Fondazione per la Medicina Personalizzata e direttore
scientifico dell'Idi Irccs. "Quindi la domanda da porsi è: se la
terapia si costruisce sul profilo biologico di quella persona,
perché tutto ciò che accompagna il trattamento dovrebbe rimanere
uguale per tutti?"
L'idea del progetto è ricostruire il modo particolare in cui
ciascun paziente interpreta l'esperienza della malattia e sulla
base di questo profilo scegliere gli strumenti di supporto da
proporre.
"Ogni paziente vive la malattia in modi diversi", spiega
Stefania Alfani, psiconcologa e ideatrice di Prisma. "Dobbiamo
capire come la persona legge ciò che le sta accadendo, per
proporle un supporto che ha davvero possibilità di funzionare
invece di consigliare a tutti lo stesso percorso".
Una delle complicazioni indotte dal cancro che sarà
affrontata nel progetto Prisma sarà per esempio il linfedema, il
gonfiore cronico che compare quando chirurgia e radioterapia
danneggiano il sistema linfatico. "È una condizione cronica che
non guarisce e che va gestita per anni, con un impatto
quotidiano su lavoro, movimento e vita di relazione", dice
Roberto Bartoletti, fisioterapista dell'Idi. Proprio queste
caratteristiche fanno sì che l'assistenza debba integrarsi con
le caratteristiche e le preferenze personali.
"Da anni ripetiamo che il paziente va messo al centro di un
percorso di cura con una direzione da costruire camminando
accanto alla persona. Ora - conclude Marchetti - bisogna
'personalizzare' anche l'assistenza e perciò abbiamo deciso di
sostenere e promuovere il nuovo programma Prisma".
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