Sanità, aumenti fino a 580 euro al mese lordi per medici. Ferie indennità e welfare, cosa prevede il nuovo contratto (e per chi)

È stato firmata oggi all'Aran la pre-intesa del contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) dell'Area Sanità 2025-2027. Il Ccnl interessa circa 138mila dirigenti medici ospedalieri, sanitari, veterinari e delle professioni sanitarie. L'accordo, che dispone complessivamente di 968 milioni di euro, porterà a regime un aumento medio degli stipendi di circa 560 euro lordi al mese.

Si tratta del primo rinnovo contrattuale di un'area della dirigenza pubblica relativo al nuovo triennio. La trattativa si è conclusa a poco più di sette mesi dalla firma definitiva del precedente contratto, quello relativo al periodo 2022-2024, sottoscritto all'Aran il 27 febbraio.

Aumento di 560 euro al mese: come viene calcolato

L'incremento medio a regime sarà di circa 560 euro lordi mensili, ma la cifra non sarà uguale per tutti i dirigenti. L'importo effettivamente riconosciuto dipenderà dal trattamento economico individuale e dalla composizione delle diverse voci dello stipendio. La parte principale dell'aumento, circa 393 euro al mese, deriva dalle risorse destinate agli incrementi contrattuali di base. È l'effetto, per la dirigenza sanitaria, dell'aumento del 5,4% previsto per il pubblico impiego nel nuovo triennio.

A questa componente si aggiungono circa 167 euro medi mensili legati alle risorse aggiuntive destinate alle indennità. Sommando le due voci si arriva all'incremento medio di circa 560 euro lordi a regime. Non si tratta però di una cifra che comparirà immediatamente per intero in busta paga.

Gli aumenti arriveranno gradualmente

Come previsto per i rinnovi contrattuali del triennio 2025-2027, l'incremento sarà infatti riconosciuto per gradi. La crescita dello stipendio procederà attraverso aumenti progressivi fino a raggiungere il valore complessivo previsto dal nuovo contratto. L'ultimo passaggio, pari al 33% dell'incremento complessivo, scatterà dal 1° gennaio 2027. Da quella data gli aumenti arriveranno quindi al livello definitivo previsto dall'accordo.

Per i singoli dirigenti, di conseguenza, l'effettivo incremento mensile potrà essere diverso dalla media di 560 euro indicata per l'intera categoria.

Retribuzioni più legate all'esperienza

Il nuovo contratto non interviene soltanto sugli aumenti economici. Tra le novità c'è anche un meccanismo destinato a incidere sulla retribuzione di posizione, collegandola maggiormente all'esperienza professionale maturata dal dirigente.

Il percorso potrà essere avviato a partire dal terzo anno di servizio e sarà comunque subordinato a una valutazione che non abbia avuto esito negativo. L'obiettivo è riconoscere progressivamente anche sul piano economico l'esperienza acquisita nel corso della carriera.

Welfare

Un'altra novità riguarda i fondi della contrattazione integrativa. I residui delle risorse disponibili potranno essere utilizzati anche per finanziare forme di welfare aziendale, rafforzando uno strumento già introdotto in altri rinnovi del pubblico impiego.

L'utilizzo di queste somme resterà comunque vincolato ai limiti stabiliti dalla normativa sulla finanza pubblica. Non si tratta quindi di una disponibilità senza vincoli, ma di una possibilità aggiuntiva per destinare parte delle risorse a servizi e prestazioni di welfare.

Tutela legale dopo le aggressioni

Nel nuovo contratto trovano spazio anche alcune misure già sperimentate in altri settori della pubblica amministrazione. Tra queste c'è il supporto psicologico destinato ai dirigenti che siano vittime di aggressioni.

Previsto anche il patrocinio legale, con l'obiettivo di rafforzare le tutele per chi subisce episodi di violenza nello svolgimento della propria attività professionale. Il modello riprende misure già adottate per altre categorie del personale sanitario, a partire da quello infermieristico.

Ferie e indennità

Resta poi sul tavolo il tema del riconoscimento delle indennità durante le ferie. La questione riguarda più in generale il pubblico impiego ed è diventata particolarmente rilevante dopo alcune pronunce giudiziarie che hanno messo in discussione le limitazioni applicate in precedenza. Il nuovo contratto dovrà tenere conto di questo quadro, ma per chiudere definitivamente il contenzioso potrebbe essere necessario anche un intervento legislativo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA