Un timido passo avanti che però non basta a schiodare la Regione dall'ultimo posto in classifica. Sul fronte delle liste d'attesa nella sanità pubblica, la Puglia mostra segnali di risveglio ma resta la maglia nera d'Italia, unica realtà insieme a poche altre a non raggiungere la soglia del 65% nel rispetto dei tempi massimi di garanzia.
È una fotografia in chiaroscuro quella che emerge dal nuovo Bollettino periodico diffuso oggi da Agenas (l'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali), che ha analizzato i dati della Piattaforma Nazionale Liste di Attesa aggiornati al 30 settembre 2026, mettendo a confronto i primi nove mesi di quest'anno con lo stesso periodo del 2025.
I numeri pugliesi: il recupero non cancella l'ultimo posto
Volendosi sforzare di guardare il bicchiere mezzo pieno, le aziende sanitarie pugliesi hanno effettivamente migliorato le proprie performance rispetto all'anno scorso. Sul fronte delle prime visite specialistiche, la percentuale di prestazioni erogate entro i tempi di legge è salita dal 53,5% del 2025 al 55,3% del 2026 (+1,8 punti percentuali). Ancora più marcato il recupero sugli esami diagnostici, dove il rispetto dei tempi passa dal 59,8% al 63,4% (+3,6 punti). Tuttavia, allargando lo sguardo al quadro nazionale, il ritardo strutturale appare evidente:
Prime visite: Con il 55,3%, la Puglia chiude la graduatoria nazionale (21° posto), preceduta anche da Umbria (59,2%), Friuli Venezia Giulia (64,2%) e Provincia di Trento (66,5%). La media italiana viaggia al 78,6% (oltre 23 punti sopra il dato pugliese), con punte d'eccellenza in Basilicata (99%), Lazio (95,6%), Marche (94,7%) e Veneto (90,5%). In sostanza, in Puglia quasi un cittadino su due (il 44,7%) non riesce a ottenere una prima visita nei tempi previsti dalla ricetta.
Esami diagnostici: Anche qui la Puglia si ferma in coda a tutte le Regioni con il 63,4%, superata in fascia critica da Umbria (che balza dal 54,5% al 64,7%) e Valle d'Aosta (69,7%). La media nazionale si attesta all'85%, trainata da Veneto (97%), Campania (95,8%) e Basilicata (95,1%).
A livello generale, l'Italia della sanità mostra segnali incoraggianti: nei primi nove mesi del 2026 le prenotazioni complessive sono salite a 21,8 milioni (+10% rispetto ai 19,7 milioni del 2025), con oltre 2 milioni di prestazioni in più garantite nei tempi previsti. Migliorano soprattutto i codici più delicati: le prime visite Urgenti (entro 3 giorni) salgono all'81,7% di rispetto dei tempi e quelle Brevi (entro 10 giorni) toccano l'80,6%.
A livello nazionale le visite più puntuali restano quelle oncologiche (95,3%), mentre le maglie nere per tempi d'attesa restano la prima visita dermatologica/allergologica (che pure recupera dal 65,8% al 69,9%), l'oculistica (73,2%) e la gastroenterologica (73,8%). Tra gli esami, soffrono ancora le endoscopie: colonscopia (69,3%) e gastroscopia (72,6%) restano gli esami più difficili da prenotare nei tempi, pur registrando i recuperi più consistenti rispetto allo scorso anno.
«Il Bollettino conferma un trend di miglioramento positivo, segno di un impegno significativo di tutto il Servizio Sanitario sul tema delle liste d’attesa», dichiara il Direttore generale di AGENAS, Angelo Tanese. «La Piattaforma si rivela uno strumento indispensabile per capire dove intervenire e valutare l’impatto delle misure adottate. Oggi non ci muoviamo più al buio, e rileviamo ampi margini di miglioramento che richiedono interventi mirati. Ma conoscere i numeri, seppur necessario, non basta. Per questo stiamo portando avanti con ciascuna Regione un confronto permanente sulle criticità e sulle azioni da intraprendere. Anche se permangono differenze territoriali, tutte le Regioni sono al lavoro per migliorare, con metodo e determinazione, e i risultati iniziano a vedersi», conclude Tanese. Per la Puglia, la rincorsa è appena cominciata.
| # | Regione / P.A. | Prime Visite (2026) | Esami Diagnostici | ||
|---|---|---|---|---|---|
| 2026 | 2025 | 2026 | 2025 | ||
| 1 | Basilicata | 99,0% | 94,0% | 95,1% | 91,8% |
| 2 | Lazio | 95,6% | 92,3% | 90,7% | 92,7% |
| 3 | Marche | 94,7% | 93,2% | 92,5% | 90,0% |
| 4 | Veneto | 90,5% | 90,4% | 97,0% | 96,4% |
| 5 | Calabria | 89,9% | 87,2% | 85,4% | 87,5% |
| 6 | Molise | 88,3% | 88,5% | 87,5% | 87,8% |
| 7 | Campania | 84,8% | 83,9% | 95,8% | 96,1% |
| 8 | Prov. Auton. Bolzano | 77,8% | 76,2% | 79,6% | 85,3% |
| 9 | Sicilia | 77,8% | 86,6% | 72,3% | 75,5% |
| 10 | Toscana | 77,5% | 78,6% | 90,0% | 91,5% |
| 11 | Valle d'Aosta | 76,4% | 76,8% | 69,7% | 69,4% |
| 12 | Abruzzo | 75,7% | 84,9% | 79,8% | 74,7% |
| 13 | Lombardia | 73,2% | 82,7% | 86,1% | 78,6% |
| 14 | Emilia Romagna | 72,3% | 76,3% | 87,0% | 83,0% |
| 15 | Piemonte | 69,2% | 72,2% | 82,7% | 82,4% |
| 16 | Liguria | 68,5% | 79,9% | 84,7% | 77,6% |
| 17 | Sardegna | 68,0% | 64,3% | 78,0% | 72,8% |
| 18 | Prov. Auton. Trento | 66,5% | 70,3% | 86,4% | 79,7% |
| 19 | Friuli Venezia Giulia | 64,2% | 67,8% | 80,7% | 76,8% |
| 20 | Umbria | 59,2% | 62,7% | 64,7% | 54,5% |
| 21 | PUGLIA | 55,3% | 53,5% | 63,4% | 59,8% |
| - | DATO MEDIO ITALIA | 78,6% | 76,9% | 85,0% | 83,3% |
Fonte: Elaborazione su Bollettino periodico AGENAS (dati al 30 settembre 2026)