Sanremo 2027 ha deciso di tracciare una linea sull’intelligenza artificiale, ma farla rispettare potrebbe essere molto più complicato di quanto sembri. Nel nuovo regolamento del Festival guidato da Stefano De Martino compare infatti per la prima volta una regola precisa sull’utilizzo dell’IA nella creazione delle canzoni. Il principio scelto dalla Rai è piuttosto netto: i brani in gara dovranno essere espressione della creatività umana.
L’intelligenza artificiale non potrà quindi essere utilizzata quando finisce per sostituire, alterare o snaturare il contributo creativo degli autori e degli artisti. Non si tratta dunque di un divieto assoluto verso qualsiasi tecnologia basata sull’IA. Il confine fissato dal regolamento riguarda soprattutto chi ha realmente creato la canzone. Ma è proprio qui che nasce il problema: come si può capire se un brano è stato scritto da una persona oppure generato, almeno in parte, da una macchina?
Stefano De Martino aveva già ammesso che risalire all’origine di una canzone non sarà sempre semplice. Gli artisti sono stati avvertiti delle nuove regole e questo rappresenterà una prima forma di controllo durante la selezione, mentre Rai e Direzione Artistica si sono riservate la possibilità di utilizzare gli strumenti tecnologici disponibili per effettuare ulteriori verifiche. La tecnologia per riconoscere almeno le canzoni completamente generate dall’intelligenza artificiale, però, esiste già. A spiegarlo ad Adnkronos è stato Aurélien Hérault, Chief Innovation Officer di Deezer, piattaforma che da tempo lavora su sistemi capaci di individuare la musica sintetica.
Dichiarazione
“Se la canzone è il risultato di un prompt su una piattaforma di AI generativa come Suno, siamo certi al 99,8% di essere in grado di identificarla come AI e persino di stabilire quale versione sia stata utilizzata”. – AURÉLIEN HÉRAULT

Una percentuale altissima, ottenuta andando alla ricerca di tracce che normalmente sfuggono completamente all’ascoltatore. I sistemi di Deezer analizzano infatti minuscoli artefatti presenti nell’audio, una sorta di impronta lasciata dai modelli generativi durante la creazione del file. Non solo: alcune di queste caratteristiche sarebbero specifiche del modello utilizzato, permettendo quindi agli strumenti di analisi di capire non soltanto che dietro una canzone c’è l’IA, ma potenzialmente anche quale sistema l’ha generata.
La questione diventa molto più complicata quando uomini e macchine iniziano però a lavorare insieme. Una canzone può nascere da un prompt ed essere successivamente risuonata da musicisti reali; l’IA può intervenire soltanto sull’arrangiamento, suggerire una melodia o generare una singola parte che viene poi modificata in studio. È questa la vera zona grigia con cui potrebbe trovarsi a fare i conti Sanremo. Se una traccia viene completamente processata attraverso una piattaforma di IA generativa, secondo Hérault gli strumenti di Deezer dovrebbero riuscire comunque a individuarne l’utilizzo.
Più l’intervento artificiale è limitato e viene successivamente rielaborato dall’uomo, però, più diventa difficile ricostruire ciò che è realmente accaduto. Ed è un problema destinato a diventare sempre più grande. Deezer ha raccontato negli ultimi mesi una crescita rapidissima della musica completamente generata dall’IA caricata sulla piattaforma, segnale di quanto strumenti come Suno e servizi simili stiano ormai entrando stabilmente nella produzione musicale.

Sanremo ha scelto quindi di intervenire prima che il confine diventi ancora più difficile da individuare. La Rai ha stabilito che la creatività umana dovrà restare l’elemento essenziale delle 24 canzoni in gara, lasciandosi allo stesso tempo la possibilità di effettuare controlli tecnologici qualora sorgessero dubbi. Una scelta che lo stesso De Martino ha sintetizzato parlando di “intelligenza artigianale”: al centro del Festival dovranno esserci ancora autori, musicisti e interpreti. Stabilire dove finisca il loro lavoro e dove cominci quello dell’algoritmo, però, potrebbe diventare una delle sfide più imprevedibili di Sanremo 2027.
Intanto, mentre prendono forma anche le nuove regole del Festival, Stefano De Martino continua a lavorare alla costruzione del suo primo Sanremo da direttore artistico. E proprio nelle ultime settimane la sua presenza al concerto di Emma Marrone e ciò che sarebbe accaduto subito dopo hanno acceso le prime ipotesi su un possibile ritorno della cantante a Sanremo 2027.
Alberto Rossi
Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.