Home > Cronaca > Schengen sospeso, cosa prevede e cosa comporta il blocco dell’Italia alla Spagna
Il governo Meloni ha deciso di sospendere temporaneamente gli accordi di Schengen con Madrid in seguito alla crisi dei migranti a Ceuta. Ecco che cosa cambia
La crisi dei migranti a Ceuta come gli attentati terroristici del 2025 in Francia a Charlie Ebdo o al Bataclan. Oppure come il ripristino dei controlli alle frontiere interne tra il 2020 e il 2022 nel contesto della pandemia da Covid-19, per ragioni sanitarie, o quelli stabiliti dall’Italia tra le ore 22 del 27 ottobre 2021 e le 13 dell’1 novembre 2021 in occasione del Vertice G20 di Roma.
Sono questi i precedenti in cui si è disposta la sospensione temporanea e parziale di Schengen, lo spazio di oltre 4 milioni di chilometri quadrati senza controlli alle frontiere al cui interno vivono 450 milioni di persone di 29 Paesi europei (25 Stati membri Ue su 27 più tutti i membri dell’Associazione europea di libero scambio, Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera) e che prende il nome dal piccolo villaggio del Lussemburgo, alla frontiera con la Germania e la Francia. Dove l’accordo e la convenzione di Schengen sono stati firmati rispettivamente nel 1985 e nel 1990.
Il ripristino dei controlli nell’area Schengen
Il codice frontiere Schengen consente il ripristino dei controlli in “circostanze eccezionali” che “mettano a rischio il funzionamento” dell’intera area, si legge sul sito del Consiglio europeo della Ue. Per i cittadini la decisione italiana di utilizzare questa possibilità rispetto ai collegamenti, aerei e marittimi, nei confronti di un Paese non confinante come la Spagna non significa affatto il blocco dei viaggi da e per Madrid. Il ripristino dei controlli non modifica le condizioni di ingresso per i cittadini italiani, spagnoli e degli altri Paesi dell’Unione europea ma soltanto che all’ingresso in Italia chi vola o naviga dalla penisola iberica dovrà sottoporsi ai normali controlli di polizia.
Accertamenti selettivi e mirati
Il ministero dell’Interno ha parlato di accertamenti “selettivi” e “mirati” che interesseranno solo cittadini di Paesi extra Ue provenienti dalla Spagna, con l’obiettivo di accertare il regolare possesso di documenti, ed evitare l’arrivo di irregolari che, dopo essere entrati a decine di migliaia a Ceuta, enclave spagnola in Nord Africa come Melilla dove l’accordo sulla libera circolazione si applica con norme speciali (chiunque entri, regolarmente o meno, può uscire ma solo dopo controlli), cerchino di attraversare il Mediterraneo e giungere nella penisola. Per gli italiani cambia poco o nulla.
Come funzionerà in aeroporto
A LaPresse Lorenzo Gusman, il chief operating officer e chief technical officier dell’Aeroporto Caselle di Torino, scalo per cui la Spagna rappresenta il primo mercato internazionale in termini di passeggeri in costante crescita, ha spiegato nel concreto come funziona e funzionerà nelle settimane estive di vacanze e i flussi feriali fino alla fine del mese: i passeggeri in arrivo vengono “incanalati in un flusso dedicato attraverso il quale vengono effettuati dei controlli di frontiera molto rapidi da parte delle autorità competenti”, ha detto, parlando di procedure che “non hanno modificato il regolare” sbarco e transito.
In entrambe le direzioni – arrivi e partenze, da Torino così come dagli altri aeroporti della penisola – sono sufficienti “carta d’identità o passaporto” validi per l’espatrio e in corso di validità.
In caso di smarrimento dei documenti all’estero la la Farnesina ha ricordato ai viaggiatori che presso gli uffici consolari e le ambasciate si possono ottenere documenti provvisori di viaggio (ETD) validi per il solo rientro in Italia, nel Paese di residenza se iscritti all’anagrafe degli italiani all’estero (Aire). In casi eccezionali anche in un altro Paese.
Il sindacato di polizia Silp Cgil contro il governo Meloni
Duro è stato invece con il governo Meloni il sindacato di polizia Silp Cgil parlando di una decisione che nel mese di agosto “rischia di paralizzare l’operatività degli scali aerei e marittimi nazionali e di gravare pesantemente sulle donne e sugli uomini della Polizia di Stato” che “non possono essere lasciati soli ad affrontare questo ulteriore carico operativo”.