Schlein da Foggia lancia la sfida a Giorgia Meloni: “Sanità, stipendi, bollette rimedieremo noi”

I compagni del circolo Pd di Foggia le hanno regalato un ritratto e una maglietta. C'è scritto "testardamente unitari". Sembra quasi un monito, il giorno dopo la sfida di Elly Schlein a Giuseppe Conte, la segretaria parla dal palco della festa dell'unità a Foggia. Ovvero il capoluogo della provincia dove il leader dei 5Stelle è nato e dove è più forte. Ma la segretaria del Pd non indugia sulla polemica a distanza nei confronti del suo partner. "Ho già detto tutto ieri".

Ma parla come se fosse già partita la campagna elettorale, per le primarie o direttamente per le politiche si vedrà. E attacca Giorgia Meloni, frontalmente: "Quattordici miliardi di aumento della spesa militare: questa è la sua priorità in un Paese che ha una sanità allo stremo, gli stipendi tra i più bassi d’Europa e un’inflazione al 4 per cento che se li sta mangiando".

E qui la ex ragazza di Okkupy Pd parla già da possibile premier: 'Se vince la destra le spese militari arriveranno al 5 per cenro, noi invece porteremo le spese della sanità al 7 per cento". L'assessore al bilancio Raffaele Piemontese, possibile candidato alle politiche nel Foggiano, la stimola su un tema, quello dei tanti giovani che vanno via dalla Puglia.

E lei raccoglie: "Il diritto a restare lo abbiamo messo al centro del nostro programma". Si rivolge anche agli agricoltori, in una delle province più agricole d'Italia: "Sono disperati, non ce la fanno, come anche le famiglie, a sostenere costi dell'energia che sono aumentati, solo ad agosto del 30 per cento. Dobbiamo sostenerli, aiutarli a innovare, a trovare un equilibrio tra cura del pianeta e lavoro".

Il suo è dunque un intervento che guarda già alle urne. Parla di aree interne, "non dobbiamo rassegnarci allo spopolamento", di studenti - "istituiremo borse di dottorato in più per gli atenei del Sud" - caporalato - "sono passati 10 anni dalla legge contro la schiavitù nei campi, ma è facile prendersela contro i migranti, come fa la destra, e non con i datori che li sfruttano - e parla molto di pace, tema che la riavvicina all'alleato con cui è in competizione: "Vogliamo la pace per i palestinesi, per gli ucraini, per gli iraniani'.

E saluta Shady Alizadet, la responsabile delle donne pugliesi del partito, italoiraniana. "La guerra illegale di Trump ha portato conseguenze drammatiche anche nelle nostre case. Ogni famiglia pagherà 1500 euro in più. Ma cosa ha fatto la destra per una risoluzione pacifica dei conflitti? Niente, hanno paura di un'altra sfuriata del presidente americano".

"Lei è l'unica nostra candidata", assicura Antonio Decaro. E a chi gli chiede se possa essere lui il federatore a cui alludono Conte o altri nel campo largo, risponde: "Devo pensare a fare il presidente della Regione".

Per Domenico De Santis, segretario regionale del Pd, proprio la Puglia può essere il modello per battere Meloni: "Qui questa unione è una realtà: alla Regione, nei comuni in cui governiamo, nella volontà forte di non cedere a chi semina vento. L’unica corrente che noi sentiamo è quella al cambiamento, spinti dalla nostra segretaria, che, anche oggi, con la sua presenza in Puglia, a Foggia, Molfetta e Bisceglie, conferma quanto siano importanti il lavoro e le battaglie che stiamo facendo".