Il controverso capo delle prigioni del Tennessee, Frank Strada, si è dimesso oggi dopo la fallita esecuzione di Chista Pike. Lo ha annunciato il governatore Bill Lee. "Apprezzo la sua disponibilità a mettere al primo posto gli interessi dei cittadini del Tennessee in questo momento difficile", ha dichiarato Lee, il cui mandato scade in novembre: "Ho accettato la decisione di lasciare l'incarico e gli sono grato per l'impegno a garantire una transizione senza intoppi ai vertici del dipartimento".
Lee ha intanto sospeso tutte le prossime esecuzioni e ordinato un'indagine indipendente sul fallito tentativo di mettere a morte la Pike. Strada, si è scoperto dopo l'esecuzione fallita della Pike, aveva alle spalle altre quattro esecuzioni andate storte in altrettanti anni in due stati.
Christa Pike, che ora lotta tra la vita e la morte in un ospedale di Nashville, è diventata mercoledì la prima persona condannata a morte negli Usa a sopravvivere dopo la somministrazione dei farmaci destinati a ucciderla. Nel passato di Strada, si è scoperto ora, c'erano altre esecuzioni fallite: prima di quella di maggio quando, sempre in Tennessee, il boia impiegò più di un'ora nel tentativo di trovare una vena a Tony Carruthers finendo per interrompere la procedura senza iniettare il veleno, nel 2022 in Arizona sotto la sua responsabilità tre condanne a morte si protrassero a lungo e furono segnate da gravi problemi.
Secondo gli avvocati specializzati in casi di pena capitale, nelle cinque esecuzioni problematiche avvenute sotto la direzione di Strada ricorrono elementi comuni, tra cui la prolungata sofferenza dei condannati e procedure di iniezione controverse. I legali sostengono inoltre che, alla luce dei precedenti in Arizona, Lee non avrebbe mai dovuto nominare Strada alla guida del sistema penitenziario del Tennessee. Secondo i testimoni, Pike è stata sentita soffocare e respirare con difficoltà un'ora dopo la prima iniezione di pentobarbital, un potente sedativo. Quando anche una seconda dose non è riuscita a provocarne la morte, la donna è stata trasferita in gravi condizioni in ospedale dove è stata intubata e attaccata a un respiratore artificiale mentre i medici la sottopongono a terapie per eliminare il pentobarbital dal suo sistema.
L'esito dell'esecuzione "andata storta" rilancia adesso interrogativi legali e etici anche negli Usa dove la maggioranza della popolazione non mette in dubbio il sistema della morte di stato. Il trattamento subito dalla Pike potrebbe rientrare nella definizione di "punizione inusuale e crudele" proibita dal'Ottavo Emendamento della Costituzione. Se poi la donna dovesse aver subito danni cerebrali, un nuovo tentativo di metterla a morte sarebbe illegale perchè il condannato, per la legge Usa, deve essere consapevole della punizione a cui sta andando incontro.
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