Scontri a Milano, da Marracash a Sayf i cantanti si schierano: «Con le buone non cambi le cose»

Dal messaggio sulla ribellione del rapper milanese alle accuse dell'artista genovese contro chi delegittima le manifestazioni. Ghali incoraggia i ragazzi scesi in piazza, mentre Kid Yugi attacca le istituzioni: «Lo Stato italiano è ormai uno Stato fallito»

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«Aspettavo questa reazione da tempo e credo che siamo solo all’inizio». Marracash affida a Instagram il suo pensiero sulle proteste che nel fine settimana hanno attraversato l’Italia. Dagli scontri nelle strade di Milano ai blocchi di camionisti e agricoltori nel Sud, anche i rapper prendono posizione. Sayf accusa chi punta il dito contro le violenze di voler delegittimare le manifestazioni, Ghali condivide un messaggio che invita i ragazzi a continuare a lottare, mentre Kid Yugi racconta di supermercati vuoti e distributori senza carburante nella sua Puglia. E attacca le istituzioni: «Lo Stato italiano è ormai uno Stato fallito».

Marracash: «Aspettavo questa reazione da tempo. Siamo solo all’inizio»

«Non ho mai creduto nella protesta attraverso i social, l’ho sempre trovata troppo facile, cheap, non costa niente», inizia così il messaggio social condiviso da Marracash. Per il cantante, l’impegno politico e sociale si dimostra soprattutto attraverso «le nostre scelte, la nostra etica, il nostro lavoro». E rivendica: «Le diseguaglianze sociali sono la mia battaglia, alla ribellione ho dedicato la mia vita». Richiama poi un discorso pronunciato durante un concerto nel 2025, quando aveva invitato il pubblico a prendere coscienza del proprio potere: «Il potere capisce solo il potere». Due anni fa, ricorda, aveva pubblicato un album dal titolo È finita la pace. Il messaggio si chiude con una frase: «Con le buone non cambi le cose».

Ghali: «Continuate a lottare per ciò in cui credete»

Anche Ghali ha voluto mandare un messaggio ai ragazzi scesi in piazza. Il rapper ha ricondiviso sul proprio profilo Instagram una storia pubblicata dall’account @sabriisaleem, che invita i manifestanti a non rinunciare alle proprie battaglie. «A tutti i ragazzi che scendono in piazza, a quelli che hanno il coraggio di affrontare discorsi scomodi e a chi, nel silenzio, cerca la pace con sé stesso», si legge nel messaggio. E ancora: «Continuate a lottare per ciò in cui credete, anche a costo di sembrare pesanti». La storia si conclude con un richiamo alla libertà di pensiero, «l’unica di cui possiamo disporre in questa vita».

Sayf: «La violenza delle manifestazioni non è paragonabile a quella di chi toglie dignità alle persone»

Più duro l’intervento di Sayf, che su Instagram prende posizione contro chi, a suo giudizio, utilizza gli episodi di violenza per screditare le proteste. «Puntano il dito contro la violenza delle manifestazioni per delegittimarle, per togliere il diritto alle persone di ribellarsi a un sistema che non funziona», scrive il rapper. Secondo lui, dietro gli scontri ci sarebbero persone infiltrate per rendere violente le manifestazioni, un’accusa che nel messaggio non accompagna con elementi di prova. «La violenza delle manifestazioni NON è e non sarà MAI paragonabile alla violenza con cui si permettono di togliere dignità alle vite delle persone», aggiunge. Poi conclude: «Non c’è destra o sinistra, c’è un sotto e un sopra. E noi siamo tutti sotto».

Kid Yugi: «Lo Stato italiano è ormai uno Stato fallito»

Dalle proteste nel Sud Italia arriva anche la presa di posizione di Kid Yugi di pochi giorni fa. Il rapper, originario di Massafra, in provincia di Taranto, racconta su Instagram quanto gli è stato riferito dopo il suo ritorno in città: «Strade bloccate, supermercati vuoti, stazioni di benzina senza neppure una goccia di carburante, file interminabili di camionisti e agricoltori». Situazioni che, secondo il cantante, si sono verificate «nel silenzio e nell’indifferenza delle istituzioni e dei media tradizionali». Da qui l’attacco alla politica: «Lo Stato italiano è ormai uno Stato fallito. Il patto sociale è stato infranto». Kid Yugi accusa poi la classe dirigente di essere asservita a poteri sovranazionali e chiude il messaggio rivolgendosi direttamente alle istituzioni: «Mi fate schifo, la mia gente non merita questo, la Puglia non merita questo, il Meridione non merita questo».

Foto copertina: ANSA/UFFICIO STAMPA | Marracash in concerto con il “Marra Block Party”, 18 aprile 2026