19 Ottobre 2026 – Lettura: 2 minuti
La stangata colpirebbe i Citiziens per chiudere il processo sportivo sulle violazioni delle norme finanziarie dal 2009 al 2018. Per ora è solo un’indiscrezione, ma a breve ci sarà l’ultimo grado di giudizio.
Una penalizzazione pesante, sufficiente a garantire la retrocessione in Premiership (la Serie B inglese) nella stagione in cui scatterà. Una multa salata ma, soprattutto, un altro pacchetto di punti di penalità da scontare nel corso del campionato in seconda divisione. Quanti? Un numero adeguato per evitare l’immediata risalita in Premier League o, almeno, per rendere il percorso del Manchester City il più difficile possibile.
E’ la sanzione cui rischia di andare incontro il City, coinvolto nello scandalo delle violazioni economiche e finanziarie dal 2009 al 2018: 115 capi d’accusa ritenuti tutti provati dalla commissione indipendente. Un verdetto, per il momento senza pena, contro il quale il club che è stato di Guardiola e oggi è di Maresca ha fatto appello. Solo al termine di questa seconda fase, in caso di conferma della colpevolezza provata, si arriverà a determinare la pena con forti pressioni sia perché il Manchester City non sia stangato, in gioco interessi anche economici con gli Emirati, sia perché non la passi liscia.
A tratteggiare il possibile punto di caduta è un’anticipazione del Daily Mail. Si tratterebbe della strada per evitare la cacciata diretta in League Two, il massimo della punizione possibile, facendo transitare il City nella seconda divisione dove non può essere retrocesso per verdetto della giustizia sportiva, essendo la Premier League una lega scollegata dalla Premiership che è sotto il controllo della Football Association, ma può esservi “spinto” con una penalizzazione di campo.
Va ricordato che la proprietà della società continua a manifestare la propria innocenza, convinta di essere al centro di un processo basato su una mera illazione e non su fatti provati. La vicenda prende origine nel 2018 con la pubblicazione dei documenti rubati da un hacker e finiti su Der Spiegel. Da lì anni di inchiesta e un procedimento sportivo, concluso nelle scorse settimane, che ha vagliato tutte le posizioni relative ai 115 capi d’accusa tra i quali anche la denuncia della mancata collaborazione con gli inquirenti da parte dei dirigenti del Manchester City.