L'opposizione chiede risorse per la riqualificazione. Bini: "Prima il Comune spenda i fondi già stanziati"
GUARDA IL SERVIZIO VIDEO. Le opposizioni chiedono alla Regione la restituzione a Udine dei fondi per la riqualificazione del mercato ortofrutticolo. L’assessore alle Attività produttive Sergio Emidio Bini risponde: “Prima il Comune spenda i 3 milioni già stanziati”. E’ stato scontro in prima commissione integrata, chiamata ad esaminare per quanto di competenza l’assestamento di bilancio.
Ad innescare la miccia è stato l’emendamento presentato – e poi ritirato per tornare in aula con la discussione finale – dalla consigliera regionale del Pd Manuela Celotti. “La scelta di non finanziare il mercato ortofrutticolo non è tecnica, ma esclusivamente politica – ha detto. Chiediamo di ristanziare gli 8 milioni di euro necessari – ha aggiunto, denunciando uno squilibrio nella distribuzione delle risorse regionali tra gli ex capoluoghi di provincia.
Bini ha ripercorso i passaggi temporali della vicenda e letto alcuni passaggi della lettera inviatagli dal sindaco di Udine De Toni per sollecitare i contributi per i lavori. Missiva definita ‘irricevibile’ dall’assessore, che ha suggerito all’amministrazione comunale di attivarsi rapidamente per presentare una progettualità di spesa per utilizzare le risorse già assegnate.
Bini ha provato a nascondere la scelta di togliere gli 8 milioni dietro a questioni amministrative – ha commentato Massimo Moretuzzo, capogruppo di Patto per l’Autonomia. E’ però evidente che le prese di posizione dell’amministrazione comunale di Udine arrivano dopo una serie di situazioni che avrebbero esasperato chiunque. Per tre anni i finanziamenti di opere strategiche per la città – dal Palasport Carnera a Borgo Stazione – sono stati concessi in project financing, senza un palese interesse di investitori privati, cosa che non è successa per gli altri capoluoghi di regione”.
“Siamo tutti ovviamente favorevoli al rilancio del Mercato ortofrutticolo – ha replicato il consigliere della lega Alberto Budai – ma non si accetta la ricostruzione della vicenda da parte della maggioranza di Udine che scarica le colpe sulla Regione.