Tra promesse di futuri murales e la nomina ad avvocato honoris causa dell’ amico del cuore Bruno Sassaroli, comincia il...

Mancini davanti al murales di Jesi a lui dedicato

Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su Google
Tra promesse di futuri murales e la nomina ad avvocato honoris causa dell’ amico del cuore Bruno Sassaroli, comincia il secondo mandato di Roberto Mancini c.t. della nazionale italiana di calcio. Bruno Sassaroli, titolare di una delle boutique storiche di jesi, amico del Mancio dai tempi dell’infanzia, si è lasciato andare a un’ accorata arringa. Per caso ha studiato legge? "Ma no, al di la dell’amicizia credo fosse la decisione più giusta da prendere, non lo dico io lo dice la storia del calcio, chi meglio di Roberto quando si è trattato di rifondare realtà in ambasce come l’Inter del dopo Mourinho o il Manchester di allora. Certo Roberto avrà puntato addosso il fucile dei contestatori, peccato perché progetti come questo devono essere portato avanti con serenità e consapevolezza, per fortuna potrà contare sulla collaborazione di una persona seria come Ranieri. Se ci siamo sentiti di recente? Avrà avuto da fare poi lui fa sempre cosi, te lo ritrovi qui in negozio quando meno te lo aspetti".
Il prossimo murales - possibilmente meno ‘sofferto dell’originale - direttamente dall’autore l’artista jesino Federico Zenobi realizzato all’indomani della vittoria agli europei sulla parete dell’abitazione di Via Del Prato dove il neo c.t. è nato. "Lo spunto da una foto fornita dalla famiglia e in accordo con l’amministrazione comunale del tempo – ricorda Zenobi – deturpata in un paio di occasioni da scritte non sempre ‘gentili’ – sorride – la prima volta ci pensarono gli stessi abitanti del quartiere a cancellarle. A quando il prossimo? Non sono un esperto ma non conosco modo migliore nel caso si dovesse festeggiare una vittoria mondiale. I mondiali, certo, la qualificazione io la do per scontata".
Roberto, cuore di mamma: "Sono molto contenta – dice Marianna Puolo –. È meglio anche perché torna vicino a noi, l’anno scorso è stato un anno terribile, con la guerra da quelle parti. Affronterà questa nuova avventura con la serietà che lo contraddistingue". Mamma Marianna si lascia andare anche a un commento tecnico: "Bisogna tornare a scoprire e coltivare i talenti italiani. Una volta c’erano persone capaci di individuare i ragazzi con più qualità, oggi questo lavoro va rilanciato. Quando lui giocava da ragazzino dava tutto, ce l’aveva nel sangue. E suo padre Aldo lo ha sempre seguito e accompagnato ovunque, è stato straordinario. Speriamo possa arrivare un altro grande trionfo, lo lo vorrei tanto".
Dal calcio, via del Prato a poche centinaia di metri dal Circolo Cittadino, al tennis il passo è breve. "Da jesino pur se acquisito non può che farmi piacere – Alessandro Carbonari da tre lustri maestro e presidente del circolo tennis – con Mancini abbiamo vinto il titolo europeo nessuna meraviglia se arrivasse anche un grande mondiale". Di mondiali e dintorni parla Franco Centanni, storico presidente del Borgo Minonna, benemerita società calcistica del popoloso quartiere ai confini della città. "Il vero problema della Nazionale non è il c.t. quanto i giocatori, mancano valorizzazione e programmazione, l’altra volta Mancini qualcosa aveva fatto". Marco Strappini è stato un allenatore/giocatore che a Jesi ha lasciato il segno. "Mancini riporterà equilibrio tra tutte le componenti di campo e non".
Entusiasta il governatore delle Marche Francesco Acquaroli: "Sono davvero felice che Roberto Mancini sia di nuovo commissario tecnico della Nazionale. Sono convinto che sia la scelta migliore per una lunga serie di motivi: è il più bravo, il più vincente, il più esperto, perché è una persona perbene e soprattutto, lasciatemelo dire, perché è marchigiano".
Gianni Angelucci
© Riproduzione riservata